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Utili da partecipazioni qualificate: la tassazione segue le vecchie regole

Utili da partecipazioni qualificate: la tassazione segue le vecchie regole

Valida l’applicazione del regime transitorio alle delibere adottate entro dicembre 2017, anche se le somme ai soci sono state distribuite nel 2018, anno di decorrenza delle nuove disposizioni

Redazione Fisco Oggi

 

 

Fisco Oggi

La distribuzione degli  utili derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate a persone fisiche non imprenditori segue le regole sulla tassazione vigenti prima delle modifiche apportate, dalla legge di Bilancio 2018, al regime impositivo dei redditi di natura finanziaria. E’, in sintesi, il parere fornito dall’Agenzia con la risoluzione n. 56/E del 6 giugno 2019, sul corretto trattamento fiscale degli utili derivanti da partecipazioni qualificate percepite da persone fisiche non imprenditori.

L’Agenzia ricorda, in primo luogo, che la legge di Bilancio 2018 ha ritoccato la tassazione dei redditi di natura finanziaria derivanti dal possesso e dalla cessione di partecipazioni qualificate conseguiti da persone fisiche fuori dall’esercizio di impresa (articolo 1, commi da 999 a 1006, legge 205/2017).
Le modifiche, in particolare, prevedono l’estensione ai redditi di capitale derivanti dal possesso e dalla cessione di partecipazioni qualificate, dell’aliquota del 26% e della modalità di tassazione prevista per le partecipazioni non qualificate tramite ritenuta a titolo di imposta o dell’imposta sostitutiva.

Le nuove disposizioni, ai sensi dell’articolo 1, comma 1005 della legge 205/2017, si applicano ai redditi percepiti dal 1° gennaio 2018.
L’Agenzia, al riguardo, ricorda che il legislatore, per non penalizzare i soci che detengono partecipazioni qualificate con riserve di utili prodotti fino al 31 dicembre 2017, ha previsto una deroga al principio generale, in base alla quale “alle distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, deliberati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al D.M. 26 maggio 2017″.

Di conseguenza, se per gli utili deliberati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 e maturati fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 continua a essere valida la precedente tassazione, secondo l’Agenzia si può senz’altro ritenere che il regime transitorio trovi applicazione anche per gli utili distribuiti sulla base di delibere adottate fino al 31 dicembre 2017.

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