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Ecofin: l’impatto climatico zero passa anche dalle imposte sull’energia

Ecofin: l’impatto climatico zero
passa anche dalle imposte sull’energia

Nella seduta di ieri, un invito alla Commissione a revisionare la direttiva del 2003 sulla tassazione dei prodotti energetici

Anna d’Angelo – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Nell’agenda delle priorità dell’Unione europea è entrata la revisione della tassazione dell’energia. Nella seduta di oggi dell’Ecofin, i ministri dell’Economia europei hanno approvato un documento che invita la Commissione a riprendere mano in tempi brevi al testo della direttiva 2003/96/CE, ovvero al quadro europeo nel campo della tassazione dei prodotti energetici. I ministri europei si sono detti favorevoli a un aggiornamento delle regole fiscali comuni che vada nella stessa direzione degli obiettivi di politica ambientale che l’Ue si è prefissata a partire dall’accordo di Parigi per un futuro a impatto climatico zero e che poi ha confermato, rafforzandoli, con l’insediamento della nuova Commissione europea.

Un programma di revisione a sei punti
Il testo approvato dall’Ecofin contiene una serie di indirizzi verso cui dovrebbe muoversi la revisione della direttiva del 2003. In particolare, le linee prioritarie individuate sono sei: istituire un trattamento fiscale differenziato che premi l’uso dei biocarburanti e agli altri carburanti alternativi; applicare le disposizioni in materia di controllo e circolazione a specifici lubrificanti e carburanti; mettere mano alla tassazione dei nuovi prodotti energetici entrati nel frattempo nel mercato dell’energia e che attualmente non sono trattati dalla direttiva del 2003; ridisegnare il puzzle delle esenzioni esistenti nei diversi settori, compreso quello dei trasporti; tenere conto dell’incidenza delle imposte sull’energia all’interno del tax mix delle entrate pubbliche; infine, rivedere le procedure e le regole in materia di aiuti di Stato.

Il report di settembre dell’ufficio studi della Commissione Ue
L’invito di oggi si inserisce in un percorso di revisione di cui si parla ormai da diversi mesi. Recentemente un report  dell’ufficio studi della Commissione europea ha analizzato l’impatto attuale della direttiva del 2003 valutandone l’efficacia sotto diversi profili. La conclusione è stata che l’attuale cornice europea sulla tassazione dell’energia è ormai superata e occorre una revisione generale che sia in grado prima di tutto di aggiornare la normativa all’ingresso nel mercato di nuovi prodotti, come l’idrogeno o le nuove miscele di gas sintetici, ma anche di tararla rispetto agli impegni di sostenibilità dell’Unione europea assunti con l’accordo di Parigi, premiando i sistemi di produzione energetica meno inquinanti e le forme di consumo più sostenibili. Il report aveva inoltre sottolineato la bassa funzionalità delle attuali regole comuni per quanto riguarda l’armonizzazione delle normative nazionali, pur rimarcando la necessità di mantenere la flessibilità necessaria per garantire diverse politiche energetiche nazionali.

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