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Bonus mobili ed elettrodomestici, le regole nella guida aggiornata

Bonus mobili ed elettrodomestici,
le regole nella guida aggiornata

Prorogata dalla recente legge di bilancio a tutto il 2020 la detrazione fiscale del 50% fino a 10mila euro della spesa destinata agli immobili oggetto di ristrutturazione edilizia

Gianni Liprandi – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Arredare gli appartamenti è più facile con la guida Bonus mobili ed elettrodomestici. La pubblicazione, disponibile  nella sezione “l’Agenziainforma” del sito internet delle Entrate e sulla rivista telematica FiscoOggi, contiene tutte le informazioni necessarie per beneficiare dell’agevolazione, suddivise per aree tematiche: quando si può avere, per quali acquisti, importo detraibile, pagamenti, documenti da conservare e domande frequenti.

Come e quando ottenere il bonus
Focus sulla tempistica: fino al 31 dicembre 2020 è possibile fruire dell’agevolazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di recupero edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio 2019. Per gli acquisti effettuati nel 2019, invece, è possibile fruire della detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato non prima del 1° gennaio 2018.

Quali sono i beneficiari
La guida chiarisce che il bonus spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. In altri termini, solo chi sostiene effettivamente i costi di un intervento di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ha diritto alla detrazione del 50%. Attenzione, dunque, perché se in una coppia, uno dei coniugi sostiene tutte le spese per ristrutturare l’immobile e l’altro quelle per l’arredo, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.

Gli step da seguire
Riguardo gli interventi edilizi che danno diritto alla detrazione, il bonus mobili non trova applicazione se l’intervento è di manutenzione ordinaria all’interno di una singola unità abitativa. Al contrario, l’agevolazione spetta se si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari residenziali. Regole diverse per quanto riguarda interventi su parti comuni di edifici sempre residenziali: in tal caso anche la manutenzione ordinaria consente di beneficiare del bonus mobili.

I beni agevolati
Box colorati e tabelle evidenziano i focus cui concentrarsi, come quello sulla tipologia di acquisti agevolati. Tra i mobili rientrano, per esempio, divani e poltrone, letti e materassi, armadi e librerie, tavoli e sedie. L’elenco degli elettrodomestici comprende, tra gli altri,  frigoriferi e congelatori, stufe elettriche e forni a microonde, lavatrici, asciugatrici e, da quest’anno,  anche lavasciuga.

Occhio alle regole
La detrazione Irpef del 50%, calcolata su un massimo di 10mila euro, ripartita in dieci quote annuali di pari importo, può essere usufruita anche se i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio. Spetta, infine, se i beni sono destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento di ristrutturazione viene effettuato su una pertinenza dell’immobile, anche accatastata autonomamente.
Attenzione a non perdere il beneficio: la detrazione non utilizzata (in tutto o in parte) non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio. Pertanto, il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate anche se l’abitazione oggetto di ristrutturazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo per usufruire del bonus.
Da ricordare che per fruire del bonus mobili i pagamenti delle fatture vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Occorre, inoltre, conservare la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

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Fiducia votata anche dal Senato, il collegato fiscale diventa legge

Fiducia votata anche dal Senato, il collegato fiscale diventa legge

Dopo il primo ok della Camera, arriva il via libera definitivo di palazzo Madama. Numerose, rispetto al testo originario, sia le misure introdotte ex novo sia le modifiche a quelle già varate

Nicola Buongrido – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Il Dl n. 124/2019 “recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”, appena convertito in legge, durante i lavori parlamentari ha recepito un gran numero di proposte emendative, dando vita ad un testo normativo particolarmente consistente e variegato.
Tra le tante novità in ambito tributario, segnaliamo: le modifiche, dal 2021, al calendario per l’assistenza fiscale, con termine ultimo per la presentazione del 730 spostato al 30 settembre; l’estensione del ravvedimento extra large ai tributi locali e regionali; l’affievolimento delle sanzioni per gli F24 scartati e la cancellazione di quelle a carico sia di chi rifiuta pagamenti elettronici sia degli esercenti che “impediscono” la partecipazione alla lotteria degli scontrini, il cui avvio è stato differito al 1° luglio; l’ok all’utilizzo dei crediti PA per compensare carichi a ruolo anche negli anni 2019 e 2020; la ridotta periodicità per l’esterometro (ora trimestrale) e per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche (due volte all’anno, se l’importo complessivo non supera 1.000 euro).
A seguire, una sintesi delle principali novità arrivate a seguito del passaggio parlamentare (per una panoramica sulle misure originarie, vedi “Manovra finanziaria 2020, in vigore il collegato fiscale”).

Lotteria degli scontrini: si parte il 1° luglio, senza sanzioni per chi non acquisisce il codice
Slitta di sei mesi, dal 1° gennaio al 1° luglio 2020, l’avvio della lotteria nazionale degli scontrini, cui sono ammesse a partecipare le persone fisiche maggiorenni, residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni o servizi fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Per partecipare all’estrazione dei premi, occorrerà comunicare all’esercente, anziché il proprio codice fiscale (come invece prevedeva la legge istitutiva), uno specifico codice lotteria, le cui modalità di rilascio saranno definite dall’emanando provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, adottato d’intesa con l’Agenzia delle entrate. Se l’esercente, al momento dell’acquisto, rifiuta di acquisire il codice lotteria, il consumatore può segnalare la circostanza in una sezione dedicata del portale Lotteria, sul sito dell’Agenzia delle entrate: le segnalazioni saranno utilizzate dalla stessa Agenzia e dalla Guardia di finanza per le attività di analisi del rischio di evasione. Quest’ultima disposizione sostituisce quella dettata originariamente dal decreto, che prevedeva una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro nei confronti degli esercenti che non acquisivano il codice fiscale del cliente o non trasmettevano i dati della prestazione o cessione.

Dal 2021 cambia il calendario dell’assistenza fiscale: 730 presentabile entro il 30 settembre
Grosse novità interesseranno il modello 730 a partire dal 2021. Spicca, anzitutto, lo spostamento del termine ultimo per la presentazione, fissato al 30 settembre, a prescindere dalle modalità utilizzate: consegna al proprio sostituto d’imposta, incarico a un intermediario abilitato (Caf, professionista) o invio diretto della precompilata (la scadenza attuale è 7 luglio nella prima ipotesi e 23 luglio nelle altre due).
I contribuenti con contratto a tempo determinato potranno utilizzare il 730, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di presentazione della dichiarazione al terzo mese successivo, rivolgendosi al sostituto o a un Caf, purché siano noti i dati del sostituto tenuto a effettuare il conguaglio (invece, in base alle norme vigenti, possono rivolgersi al sostituto, se il contratto dura almeno da aprile a luglio, ovvero a un Caf, se il contratto dura almeno da giugno a luglio).
Sono state fissate cinque finestre temporali per gli adempimenti di Caf e professionisti (comunicazione all’Agenzia delle entrate del risultato finale delle dichiarazioni, consegna al contribuente di copia del modello elaborato e del prospetto di liquidazione, trasmissione alla stessa Agenzia delle dichiarazioni predisposte), in funzione della data in cui ricevono la dichiarazione dal contribuente: 15 giugno, per quelle presentate entro il 31 maggio; 29 giugno, per quelle presentate dal l° al 20 giugno; 23 luglio, per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio; 15 settembre, per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto; 30 settembre, per quelle presentate dal l° al 30 settembre.
Novità anche per lo svolgimento delle operazioni di conguaglio: il sostituto d’imposta dovrà provvedervi non più a scadenze fisse (retribuzioni di luglio ovvero pensione di agosto o settembre), ma in occasione della prima retribuzione utile e, comunque, con quella di competenza del mese successivo a quello in cui ha ricevuto il risultato contabile ovvero, per i pensionati, a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento dei dati del prospetto di liquidazione.
L’eventuale comunicazione al sostituto di non trattenere l’acconto di novembre o di effettuarlo in misura inferiore rispetto a quanto risulta dal prospetto di liquidazione potrà essere fatta fino al 10 ottobre (il termine attuale è 30 settembre).
Spostate, infine, anche le scadenze relative ad altri eventi comunque collegati con la presentazione della dichiarazione dei redditi. Queste le nuove date:

  • 16 marzo, per la consegna ai contribuenti e per la trasmissione all’Agenzia delle entrate delle Certificazioni uniche da parte dei sostituti d’imposta (i termini vigenti sono, rispettivamente, 31 marzo e 7 marzo)
  • 30 aprile (oggi, è 15 aprile), per la messa a disposizione on line, sul portale dedicato dell’Agenzia delle entrate, della dichiarazione precompilata
  • 16 marzo (non più 28 febbraio), per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate, da parte di soggetti terzi, dei dati relativi a spese e oneri deducibili o detraibili, sostenuti dai contribuenti nell’anno precedente.

Destinazione dell’8 per mille allo Stato più mirata
Dalla prossima dichiarazione dei redditi, chi destina l’8 per mille dell’Irpef allo Stato potrà indicare anche la tipologia di intervento che intende sostenere, scegliendo tra uno di questi: fame nel mondo; calamità naturali; assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati; conservazione dei beni culturali; ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili pubblici adibiti all’istruzione scolastica.

Ravvedimento extra large anche per Imu e Tasi
Sono state estese a tutti i tributi, compresi quelli regionali e locali (quindi, anche a Imu e Tasi), alcune fattispecie di regolarizzazione delle violazioni tributarie previste dalla disciplina del ravvedimento operoso, fino ad oggi riservate ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate nonché ai tributi doganali e alle accise amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli:

  • riduzione della sanzione a 1/7 del minimo, in caso di ravvedimento perfezionato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore
  • riduzione della sanzione a 1/6 del minimo, in caso di ravvedimento perfezionato oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore
  • riduzione della sanzione a 1/5 del minimo, in caso di ravvedimento successivo alla constatazione della violazione mediante processo verbale.

Lavoratori impatriati: agevolazioni maggiorate fruibili già per il 2019
Anticipata di un anno l’operatività delle disposizioni contenute nel Dl 34/2019 (“decreto crescita”), con cui sono stati potenziati i benefici riconosciuti a quanti, residenti all’estero da non meno di due anni, rientrano in Italia impegnandosi a rimanervi per almeno due anni e prestandovi la propria attività lavorativa in maniera prevalente. Le misure di favore, anziché operare per i lavoratori impatriati a partire dal 2020, sono state estese, a decorrere dal periodo d’imposta in corso, anche a coloro che sono rientrati in Italia dal 30 aprile 2019 e risultano beneficiari del regime speciale previsto dall’articolo 16 del Dlgs 147/2015.

Fatturazione elettronica: regole ad hoc per i “servizi segreti” e bollo semestrale
La regola introdotta dal “collegato fiscale” secondo cui i file delle fatture elettroniche acquisiti dal Sistema di interscambio vanno memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi (vedi “Collegato fiscale – 6: le novità in tema di fatturazione elettronica”) non coinvolge le e-fatture relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi destinate al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, all’Agenzia informazioni e sicurezza esterna nonché all’Agenzia informazioni e sicurezza interna (“servizi segreti”). Relativamente a tali organismi speciali, per esigenze di riservatezza sulle attività poste in essere, continua ad applicarsi una disciplina particolare, che impedisce l’aggregazione di dati.
Per quanto riguarda, invece, l’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche, quando il tributo non supera la soglia annua di 1.000 euro, il relativo pagamento può avvenire due sole volte all’anno (entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre), anziché – come ordinariamente previsto – con periodicità trimestrale, entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre di riferimento.

Novità in ambito Iva

  • Diminuisce, dal 2020, la tassazione sui prodotti per la protezione dell’igiene femminile, purché compostabili o lavabili, e sulle coppette mestruali: l’aliquota passa dal 22 al 5 per cento.
  • L’Iva agevolata al 4% per i veicoli (di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici se con motore a benzina e fino a 2.800 centimetri cubici se con motore diesel) destinati a persone con disabilità spetta anche in caso di motore ibrido, con gli stessi limiti di cilindrata, e in caso di alimentazione elettrica, purché di potenza non superiore a 150 kW. I medesimi veicoli sono anche esenti dall’imposta erariale di trascrizione, dalla relativa addizionale provinciale e dall’imposta di registro sugli atti traslativi o dichiarativi.
  • Ridotta la frequenza dell’esterometro, ossia la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi con soggetti non stabiliti in Italia: l’adempimento, attualmente mensile, diventa trimestrale.
  • Dal 1° gennaio 2021, coloro che svolgono attività di commercio al minuto o assimilate (articolo 22, Dpr 633/1972) potranno assolvere agli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri mediante sistemi di incasso “evoluti”, vale a dire carte di credito o di debito e altre forme di pagamento elettronico che consentono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati. Un provvedimento delle Entrate dovrà definire le disposizioni attuative della norma.
  • La norma dettata per adeguare l’ordinamento nazionale alla recente sentenza della Corte di giustizia Ue in tema di esenzione Iva per le prestazioni educative è stata modificata in modo da escludere in maniera esplicita dal novero delle prestazioni non soggette all’imposta esclusivamente l’insegnamento della guida automobilistica per conseguire le patenti B e C1.
  • In linea con un’altra pronuncia della Corte Ue, viene disposto che le cessioni di piattaforme petrolifere destinate alla coltivazione di idrocarburi o di ausilio all’esplorazione, alla ricerca, alla coltivazione e allo sfruttamento di giacimenti in mare non si considerano più operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, perdendo la non concorrenza alla base imponibile Iva.
  • Disposta l’irrilevanza ai fini Iva dei contributi a fondo perduto erogati dalla provincia di Bolzano per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e di allacciamento da parte degli assegnatari di aree destinate all’edilizia abitativa agevolata.

Compensazione debiti tributari con crediti verso la Pubblica amministrazione
Viene riproposta ancora una volta la possibilità di compensare i debiti tributari (in questa circostanza, relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 ottobre 2019) con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica amministrazione e certificati attraverso l’apposita piattaforma elettronica predisposta dal Mef. La compensazione può aver luogo se la somma iscritta a ruolo è inferiore o pari al credito vantato. L’opportunità, originariamente disposta per il solo 2014 e successivamente prorogata di anno in anno, è ora sfruttabile anche negli anni 2019 e 2020.

Interessi su versamenti, riscossione e rimborsi: fissata una forbice di oscillazione
Il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo deve essere determinato in misura compresa tra lo 0,1 e il 3 per cento. È affidata a un decreto ministeriale la fissazione di misure differenziate in relazione agli interessi: per i pagamenti rateali dei tributi; per ritardata iscrizione a ruolo; per rateizzazione del pagamento delle cartelle esattoriali; di mora; per sospensione amministrativa della riscossione; per ritardato rimborso di imposte pagate; per rateazione delle somme da pagare a seguito di accertamento con adesione e in caso di acquiescenza. Modifiche al regime fiscale degli utili distribuiti a società semplici Cambia il trattamento impositivo dei dividendi corrisposti a società semplici: è stato introdotto il principio di tassazione per trasparenza in capo ai soci, con la conseguenza che diventa rilevante la natura giuridica degli stessi. Pertanto, se si tratta:

  • di soggetti Ires, i dividendi non concorrono al reddito complessivo per il 95% del loro importo
  • di persone fisiche titolari di reddito d’impresa, i dividendi sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo nella misura del 41,86%, nell’esercizio in cui sono percepiti
  • di persone fisiche non titolari di reddito d’impresa, la società o ente emittente deve operare una ritenuta d’imposta del 26% e il reddito non va indicato in dichiarazione.

Bollo auto solo tramite pagoPA
Dal 1° gennaio 2020, la tassa automobilistica andrà pagata esclusivamente con le modalità previste dall’articolo 5, comma 2, Dlgs 82/2005 (“Codice dell’amministrazione digitale”), cioè attraverso la piattaforma “pagoPA”, che consente a privati e aziende di effettuare pagamenti elettronici alla Pubblica amministrazione.
Inoltre, per migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, eliminare duplicazioni, conseguire risparmi di spesa e contrastare l’evasione del bollo auto, i dati delle tasse automobilistiche, in possesso di Regioni, Province autonome e Agenzia delle entrate, dovranno confluire nel Sistema informativo del Pubblico registro automobilistico, gestito dall’Aci; questi enti, a loro volta, avranno accesso ai dati confluiti nell’archivio integrato.

Più turisti, più servizi, più imposta di soggiorno
I comuni capoluogo di provincia che, sulla base dell’ultima rilevazione statistica ufficiale, hanno avuto un alto numero di presenze turistiche (venti volte superiore a quello dei residenti), potranno innalzare l’imposta di soggiorno fino a 10 euro a notte (il tetto attuale è 5 euro). Un successivo decreto interministeriale dovrà individuare gli enti locali autorizzati ad adottare tale misura.

Tassa sui rifiuti e bonus sociali per luce, gas e acqua
Ancora un rinvio per la modalità di misurazione della Tari sulla base dell’effettiva quantità di rifiuti prodotti; per il momento, si prosegue con il criterio medio-ordinario.
I comuni dovranno deliberare le tariffe per l’anno 2020 entro il termine del 30 aprile.
Andranno previste condizioni tariffarie agevolate per gli utenti domestici in condizioni economico-sociali disagiate.
Cambiano i coefficienti utilizzati per la determinazione della Tari a carico degli studi professionali, che vengono spostati dalla categoria con uffici e agenzie a quella con banche e istituti di credito. Poiché i coefficienti massimi della nuova categoria sono sempre inferiori a quelli minimi previsti dalla precedente categoria, il passaggio dovrebbe comportare una tassazione inferiore per gli studi professionali.
Il bonus sociale idrico, comprensivo della fornitura dei servizi di fognatura e depurazione, viene esteso ai beneficiari del reddito di cittadinanza, in aggiunta ai già previsti bonus elettrico e gas.
Dal 1° gennaio 2021, le persone con Isee ricompreso entro i limiti fissati dalla legislazione vigente dovranno accedere in modo automatico al bonus sociale per le forniture di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico integrato.

Indebite compensazioni: mitigata la sanzione in caso di F24 scartato
Meno aggressiva, rispetto a quanto stabilito originariamente, la sanzione applicabile, in riferimento alle deleghe di pagamento presentate a partire da marzo 2020, nei casi in cui venga accertato l’indebito utilizzo di crediti in compensazione. Per ogni F24 scartato, era stata prevista una sanzione di 1.000 euro (vedi “Collegato fiscale – 1: contrasto all’indebito utilizzo di crediti”), ora ridimensionata al 5%, se l’importo non supera i 5.000 euro, ovvero a 250 euro, se l’importo è maggiore.

Appalti e subappalti: riscritte le norme di contrasto all’omesso versamento delle ritenute
Rispetto alla procedura prevista nella versione originaria del decreto (vedi “Collegato fiscale – 2: responsabilità divise tra committente e appaltatore”), viene ora disposto l’obbligo, per chi affida il compimento di un’opera o un servizio di importo annuo superiore a 200.000 euro (sempre che sia sostituto d’imposta in Italia), di richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, che sono obbligate a rilasciarla, copia degli attestati di versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni corrisposte al personale impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati. In caso di mancata risposta oppure se risultano omessi o insufficienti versamenti, il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa. Il committente è sanzionabile se non chiede all’impresa copia degli F24 utilizzati per versare le ritenute oppure se, non avendo ricevuto le deleghe e le informazioni necessarie per verificare il versamento delle ritenute, non sospende il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa per un importo pari al 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio o, se inferiore, dell’importo relativo alle ritenute non versate.

Pagamenti elettronici: più crediti per chi li accetta, niente sanzioni per chi li rifiuta
Il credito d’imposta istituito a favore degli esercenti attività d’impresa, arti o professioni per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi, rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020 e saldate mediante carte di credito, di debito o prepagate, è esteso anche alle transazioni avvenute con altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.
Cancellata la norma che, sempre dal prossimo 1° luglio, introduceva un regime sanzionatorio nei confronti di esercenti e professionisti, per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di credito o di debito. Era prevista una quota fissa di 30 euro, maggiorata di un importo pari al 4% del valore dell’operazione per la quale non era stato accettato il pagamento elettronico.

Reati tributari: aggravio pene mitigato se non c’è fraudolenza, estesa la responsabilità degli enti
Rispetto al testo di partenza” (vedi “Collegato fiscale – 3: pene inasprite per chi è colpevole di reati tributari”):

  • è stato attenuato l’inasprimento delle pene per i delitti non caratterizzati da condotte fraudolenti, relativamente ai quali scompare anche la “confisca allargata”. Tale istituto, che consente di aggredire l’intera ricchezza (denaro, beni o altre utilità) di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, è ora applicabile solo in caso di condanna (o patteggiamento di pena) per: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, quando l’ammontare degli elementi passivi fittizi è superiore a 200mila euro; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, quando l’imposta evasa è superiore a 100mila euro; emissione di fatture per operazioni inesistenti, quando l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture è superiore a 200mila euro; sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, quando l’ammontare delle imposte, delle sanzioni e interessi è superiore a 100mila euro ovvero quando l’ammontare degli elementi attivi inferiori o degli elementi passivi fittizi è superiore a 200mila euro
  • è stata estesa anche ai reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici la causa di non punibilità, in caso di integrale pagamento del debito tributario (maggiorato delle sanzioni amministrative e degli interessi) antecedente a qualsiasi attività di accertamento. In pratica, i reati si estinguono e non c’è alcuna conseguenza penale se il debito è pagato, tramite ravvedimento, prima che l’interessato abbia notizia dell’apertura del procedimento a suo carico
  • è stata ampliata la lista dei reati tributari che danno luogo a responsabilità amministrativa dell’ente. Originariamente prevista solo in caso di uso di fatture false, ora interessa anche chi: si avvale in dichiarazione di altri mezzi fraudolenti; emette fatture per operazioni inesistenti; occulta o distrugge le scritture contabili per evadere le imposte; aliena in maniera simulata o compie altri atti fraudolenti per rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’erario. Se l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, le sanzioni pecuniarie sono aumentate di un terzo. Inoltre, è stata prevista anche l’applicazione di sanzioni interdittive: il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

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Collegato fiscale: inizia l’esame al Senato

Collegato fiscale: inizia l’esame al Senato

Fisco Oggi

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Molti i documenti da discutere in Assemblea a Montecitorio, dopo le giornate dedicate alla conversione del collegato fiscale alla legge di bilancio approvato giovedì e passato ora all’esame del Senato.
In settimana in Aula saranno discusse , tra l’altro, una serie di mozioni tra cui le nn. 1-1811-2981-299 e 1-300 abbinate, che presentano come argomento comune gli eventi climatici estremi. La prima chiede l’attuazione di un fisco green che realizzi occupazione giovanile con incentivi e agevolazioni fiscali per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani per svolgere attività finalizzate alla salvaguardia delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione del territorio e alla gestione delle emergenze; l’ultima, invece, propone un piano per la mobilità urbana ecosostenibile, attraverso l’introduzione di incentivi fiscali per cittadini e imprese, misure di semplificazione, nonché una capillare diffusione delle infrastrutture necessarie per la mobilità elettrica
Mercoledì mattina in Aula interverrà il presidente del Consiglio dei ministri che rilascerà le Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre. 
Per gli appuntamenti ricorrenti segnaliamo lo svolgimento di:
• interrogazioni a risposta immediata, il question time con diretta tv sulle reti della Rai, mercoledì alle 15
• interpellanze urgenti, venerdì alle 9,30.
 
Per quanto riguarda il fisco la V Bilancio avvierà, nel corso della settimana, l’esame congiunto degli Schemi di decreto del presidente del Consiglio dei ministri per la ripartizione della quota dell’otto per mille dell’Irpef devoluta alla diretta gestione statale per il 2018, per gli interventi relativi a: fame nel mondo (Atto n. 133), calamità naturali (Atto n. 134), assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati (Atto n. 135) e conservazione dei beni culturali (Atto n. 136).
 
Audizioni in ambito federalismo fiscale, invece, per la VI Finanze. La Commissione svolgerà in settimana le audizioni di rappresentanti di Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) e di rappresentanti della Corte dei conti nel contesto dell’indagine conoscitiva sui sistemi tributaridelle Regioni e degli Enti territoriali nella prospettiva dell’attuazione del federalismo fiscale.
La VI svolgerà mercoledì alle 14,15 le interrogazioni a risposta immediata su questione di competenza della Commissione. Al termine, inoltre, discuterà alcune interrogazioni ordinarie in Commissione, tra cui la n. 5-03104 che chiede delucidazioni sulla destinazioni delle maggiori entrate derivanti dall’obbligo di fatturazione elettronica per il tax free shopping (articolo 4-bis del dl n. 193/2016, con decorrenza 1° gennaio 2018).
 
Anche a palazzo San Macuto, sede degli Organismi bicamerali, si discute di federalismo fiscale. La Commissione per l’attuazione del federalismo svolgerà mercoledì mattina l’audizione del ministro per la Coesione territoriale, Giuseppe Luciano Calogero Provenzano, sull’attuazione e le prospettive del federalismo fiscale e sulle procedure in atto per la definizione delle intese ai sensi dell’ articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
In Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, sempre mercoledì mattina, sarà invece ascoltato l’amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi, sullo stato del Sistema informativo della fiscalità. Sogei, ricordiamo, è la società di information technology di proprietà del Mef e partner tecnologico unico dell’amministrazione economico-finanziaria.

Senato
In attesa dell’arrivo in Assemblea del disegno di legge per la conversione del dl n. 124/2019, il collegato fiscale alla legge di bilancio approvato la scorsa settimana dalla Camera e assegnato alla 6° Commissione Finanze in sede referente, l’Aula di palazzo Madama nel corso della settimana discuterà:
• il ddl n. 1586 , Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (voto finale entro la settimana)
• il ddl n. 1631, di conversione di conversione del decreto legge n. 123; il provvedimento -che scade il 23 dicembre- riporta le disposizioni per la ricostruzione nei territori colpiti da eventi sismici. In tema di scadenze, al comma 2 dell’articolo 8, il decreto specifica che il pagamento delle somme relative alle ritenute fiscali, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospeso da agosto 2016 a dicembre 2017, va effettuato entro il prossimo 15 gennaio, nella misura del 40% dell’importo dovuto.
Mercoledì pomeriggio il presidente del Consiglio rilascerà, come per l’altro ramo del Parlamento, le Comunicazioni in vista del consiglio europeo del 12 e 13 dicembre anche all’Assemblea del Senato.
 
Prosegue intanto in 5ª Bilancio l’esame in sede referente della legge di bilancio 2020. Il provvedimento è atteso giovedì per il voto in Aula. 
Esame in sede consultiva -per il parere alla 13ª Territorio, ambiente, beni ambientali- di testo ed emendamenti al disegno di legge per la conversione del dl n. 123/2019 sulla ricostruzione dopo gli eventi sismici. 
 
Settimana impegnata con l’esame della conversione del collegato fiscale alla legge di bilancio (A.S. n. 1638), per la 6 ª Finanze. Da martedì la Commissione inizierà l’esame in sede referente sul testo approvato dalla Camera. L’esame dovrebbe terminare questa settimana per permettere la discussione in Aula a partire da lunedì della prossima settimana.

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Pace fiscale: rata entro 9 dicembre Chi non paga perde i benefici

Pace fiscale: rata entro 9 dicembre
Chi non paga perde i benefici

Slitta la scadenza: i contribuenti che nei mesi scorsi hanno aderito alla definizione agevolata possono avvalersi della tolleranza di 5 giorni per i versamenti effettuati in ritardo

Rosalba Totaro – Fisco Oggi

Fisco Oggi

C’è ancora tempo fino a lunedì 9 dicembre per pagare la rata della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” delle cartelle. I contribuenti che nei mesi scorsi hanno aderito ai due provvedimenti di definizione agevolata possono infatti avvalersi della cosiddetta tolleranza per i versamenti effettuati in ritardo. La tolleranza di 5 giorni, prevista dalla legge n. 136/2018, ha di fatto spostato il termine del 2 dicembre per i pagamenti (vedi articolo “Pace fiscale, fino al 2 dicembre per 1,8 milioni di contribuenti”) al 7 dicembre che, coincidendo nuovamente con il sabato, fa slittare la scadenza a lunedì prossimo.
Appuntamento importante: il mancato, insufficiente o tardivo pagamento della rata determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero.

La scadenza del 9 dicembre riguarda il pagamento della prima o unica rata di coloro che hanno aderito al “saldo e stralcio” e dei “ritardatari” della “rottamazione-ter” (cioè chi ha usufruito della riapertura dei termini presentando la domanda entro il 31 luglio 2019), mentre versano la seconda rata i contribuenti che hanno aderito alla “rottamazione-ter” ad aprile. Ultima chance anche per coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata della “rottamazione” fissato allo scorso 31 luglio e che possono rientrare nei benefici saldando prima e seconda rata entro il 9 dicembre.
Rientrano nel “saldo e stralcio” (legge n. 145/2018) i contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (Isee del nucleo familiare inferiore a 20mila euro). Per questa tipologia di agevolazione è previsto il pagamento nella misura che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto, già scontato di sanzioni e interessi. La “rottamazione-ter” (Dl n. 119/2018) prevede invece l’annullamento esclusivamente delle sanzioni e degli interessi di mora.

Come e dove pagare
Non è necessario andare agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione. I contribuenti hanno a disposizione molteplici canali, inclusi quelli telematici che consentono di procedere al versamento a qualsiasi ora del giorno, anche di sabato e domenica quando i tradizionali uffici sono chiusi. In particolare, si può pagare in banca, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e con l’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa. Infine, è possibile pagare mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della pubblica amministrazione. Si devono utilizzare i bollettini Rav contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute” inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione insieme al piano complessivo dei pagamenti. Sul portale agenziaentrateriscossione.gov.it sono attivi i servizi online per richiedere la copia della “Comunicazione delle somme dovute” e per scegliere le cartelle/avvisi che si intendono effettivamente pagare in via agevolata.

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Immobiliare, calo dei prezzi in vista. Cosa dice il sondaggio delle agenzie

Immobiliare, calo dei prezzi in vista. Cosa dice il sondaggio delle agenzie

Disponibile la rilevazione sull’andamento del mercato delle abitazioni di Bankitalia, realizzata in collaborazione con Tecnoborsa e Agenzia. Ecco cosa affermano gli operatori

Fabio Brocceri – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Sumentano le agenzie immobiliari che segnalano un calo dei prezzi nel trimestre luglio-settembre 2019 e che prevedono la prosecuzione del trend nei prossimi mesi. Cresce anche la percentuale di sconto applicata rispetto alle richieste iniziali dei venditori e dei locatori e si allungano i tempi di vendita, soprattutto nelle aree non urbane.
È questo lo scenario del mercato immobiliare secondo gli operatori, rilevato all’interno del sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni, l’indagine curata da Bankitalia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate.
La rilevazione, condotta dal 14 ottobre al 18 novembre 2019, ha interessato un campione di 1.117 agenzie immobiliari. Il periodo di osservazione è il terzo trimestre dell’anno e le informazioni raccolte ed elaborate in forma aggregata, riguardano le vendite delle abitazioni, i prezzi medi delle case, il mercato degli affitti e la struttura del mercato in cui opera l’agenzia.

Come sono andate le vendite…
Otto agenti su dieci hanno dichiarato di aver venduto almeno un immobile nel trimestre in esame, ma sono aumentate le giacenze di abitazioni invendute nelle aree non urbane. Gli operatori indicano però una riduzione del numero di potenziali acquirenti, più marcato nelle aree non urbane.
La maggioranza degli agenti continua a segnalare una certa stabilità dei prezzi (56%) ma aumenta, rispetto alle rilevazioni precedenti, la quota di chi segnala una tendenza al ribasso (34%).
Rispetto all’ultima rilevazione, lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore aumenta. Si è passati, infatti, dal 9,8% al 12,6%, più o meno sui valori di due anni fa.
Anche i tempi medi di vendita sono aumentati, da 6,3 a 7,5 mesi, con una crescita più marcata nelle aree non urbane.
Sul fronte mutui, scende la quota di acquisti finanziati dal mutuo ipotecario, attestandosi su valori simili a quelli registrati all’inizio del 2016: si passa, infatti, dal 79,6% al 73,6%. Aumenta, invece di due punti percentuali il rapporto fra il prestito e il valore dell’immobile (76,2%).

…e le locazioni
Per quanto riguarda le locazioni, sale al 36,7% la quota di agenzie che segnalano una riduzione nel numero di nuovi incarichi a locare. Aumenta, però, anche per gli affitti il margine medio di sconto applicato rispetto alle richieste iniziali del locatore, che passa dal 2,3% al 3,8 per cento.

Perché cessano gli incarichi a vendere?
Il mandato, nella maggior parte dei casi, decade a causa dei prezzi ritenuti troppo alti dagli acquirenti e troppo bassi dai venditori. A volte, invece, la decadenza del mandato è dovuta alle difficoltà di accesso al mutuo da parte degli acquirenti oppure al fatto che i venditori decidono di posticipare la vendita in attesa di prezzi più favorevoli.

Le previsioni degli agenti
Intervistando gli operatori in merito alle prospettive a medio termine del proprio mercato di riferimento, emerge che il 63,6% si aspetta una certa stabilità, il 21,4% mostra un giudizio negativo mentre il 14,9% è ottimista. Il livello atteso dei prezzi resta stabile per la maggioranza degli intervistati (62,7%), ma aumenta fino a raggiugere il 31,4% la quota di chi si attende un calo generalizzato.
In riferimento al mercato italiano più in generale, la quota di agenzie che si attendono una situazione invariata del mercato rimane largamente maggioritaria (superiore al 70%), ma il saldo fra aspettative di miglioramento e peggioramento è tornato negativo in tutte le aree geografiche.

Domani i dati Omi definitivi
Arrivano domani i dati definitivi dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate per il periodo luglio-settembre 2019. Si tratta dei dati ufficiali desunti dalle note di trascrizione degli atti di compravendita, incrociati con i dati del catasto edilizio urbano. Grafici e tabelle di dettaglio, con focus sulle principali città italiane, saranno disponibili in due pubblicazioni: una per il settore residenziale e una per quello non residenziale.

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Versamento acconti d’imposta 2019: la partita si chiude il 2 dicembre

Versamento acconti d’imposta 2019:
la partita si chiude il 2 dicembre

Appuntamento imminente con il secondo anticipo dell’anno che, a differenza del primo, dovrà essere versato per intero, senza la possibilità di suddividere il dovuto in rate

Paola Pullella Lucano – Fisco Oggi

 

Fisco Oggi

Con il prossimo 2 dicembre (la scadenza naturale del 30 novembre cade di sabato) si conclude la fase più calda degli adempimenti fiscali. Scade, infatti, il termine per il pagamento della seconda o unica rata degli acconti Irpef, Ires, Irap e di diverse altre imposte.
Sono chiamate all’adempimento tutte le categorie di contribuenti (persone fisiche, società di persone ed equiparate e soggetti Ires) anche se con alcune differenze relative sia alla misura dell’acconto sia alle modalità di versamento. In merito a queste ultime, tenuto conto del “denominatore” comune, costituito dall’utilizzo dell’F24, l’unica diversità riguarda le procedure di presentazione del modello, obbligatoriamente telematiche solo per i titolari di partita Iva, e l’utilizzo di diversi codici tributo.

Più articolato è, invece, il calcolo dell’importo da pagare, che dipende sia dalla tipologia d’imposta sia da quella del contribuente. Ad esempio, per quest’anno, i soggetti che esercitano attività per le quali sono stati approvati i relativi Isa e hanno fruito della proroga al 30 settembre per il versamento della prima rata d’acconto, godono di uno sconto del 10 per cento. Il collegato fiscale (articolo 58, Dl n. 124/2019), infatti, per tali contribuenti ha rimodulato i versamenti in acconto, prevedendo, in relazione al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, per Irpef, Ires e Irap due rate al 50%, fatta salva l’eventuale prima tranche nella misura del 40%, o l’unica soluzione al 90 per cento. la novità si applica anche ai contribuenti che:

  • applicano il regime forfettario agevolato o determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità
  • ricadono nelle altre cause di esclusione dagli Isa.

Infine, la rimodulazione del versamento degli acconti è applicabile anche alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero – Ivie – o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero – Ivafe (risoluzione n. 93/2019 – vedi articolo “Rimodulazione versamenti in acconto: per Irpef, Ires e Irap due rate al 50%”).

In generale, dunque, i versamenti delle imposte sui redditi (Irpef o Ires) avvengono in due fasi: il saldo relativo all’anno oggetto della dichiarazione e l’acconto per l’anno successivo, che va pagato in una o in due rate, a seconda dell’importo.

Metodi di calcolo
In linea generale, sono due i criteri attraverso i quali procedere al calcolo dell’acconto:

  • metodo storico – il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente (2018), al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi
  • metodo previsionale – il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso (2019), considerando, quindi, i redditi che il contribuente ipotizza di realizzare nonché gli oneri deducibili/detraibili che dovrebbero essere sostenuti e i crediti d’imposta spettanti.

La prima procedura, a occhio, si addice ai contribuenti che hanno una situazione reddituale “stabile”. Al contrario, coloro che, per l’anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore possono ricorrere al metodo previsionale. Questa scelta può essere vantaggiosa, ma sicuramente più incerta e rischiosa. Infatti, da un lato, comporta la riduzione (o il non pagamento dell’acconto), dall’altro espone al rischio di errore, con il conseguente versamento di un acconto in misura inferiore rispetto a quanto realmente dovuto e l’eventuale successiva applicazione di sanzioni e interessi sulla differenza non versata. Ma veniamo al dunque.

L’acconto Irpef

Il saldo che risulta dal modello Redditi Pf 2019 e l’eventuale prima rata di acconto sono stati  versati entro lo scorso 30 giugno, oppure nei successivi 30 giorni pagando una maggiorazione dello 0,40 per cento. La scadenza per la seconda o unica rata di acconto è, quest’anno, il 2 dicembre (anziché il 30 novembre).
In particolare, l’acconto Irpef  è pari al 100% dell’imposta dichiarata nel 2019 (riferita al 2018) ed è dovuto solo se questa, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, evidenziata al rigo RN34 del modello Redditi Pf, supera i 51,65 euro. In tal caso, l’anticipo va versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • unico versamento, entro il 2 dicembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro; la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo), la seconda – il restante 60% – entro il 2 dicembre.

Al di là del metodo scelto per la sua determinazione, per pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef 2019 deve essere utilizzato il modello di pagamento F24, nel quale va indicato il codice tributo 4034 (Irpef – acconto seconda rata o acconto in unica soluzione).

L’acconto Ires
Anche questo anticipo è fissato nella misura del 100% e va pagato in due rate, salvo che il versamento da eseguire alla scadenza della prima non superi i 103 euro. All’appello di lunedì 2 dicembre sono chiamati, quindi, pure i soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Il 40% dell’acconto dovuto è stato versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo (60%) alla scadenza della seconda, cioè entro il prossimo 2 dicembre.
Se utilizzano il metodo storico, per il calcolo dell’acconto dovuto devono fare riferimento al rigo RN17 del modello Redditi Sc 2019 o al rigo RN28 del modello Redditi Enc 2019 (“Ires dovuta o differenza a favore del contribuente”). L’acconto non è dovuto se gli importi indicati in tali righi non supera i 20,66 euro.

In alternativa al metodo storico, è possibile ricorrere al metodo previsionale: in tal caso, il soggetto Ires, che ritiene di realizzare un minor reddito nel 2019 può parametrare l’acconto all’imposta che presume di dover versare per l’anno successivo. Anche in questo caso il contribuente si espone al rischio di errore con la possibilità di dover successivamente pagare sanzioni e interessi sull’importo non versato.

I soggetti Ires, in sede di compilazione del modello F24, devono indicare il codice tributo 2002 (Ires acconto – seconda rata o acconto in unica soluzione).

L’acconto Irap
Il versamento in acconto dell’Irap deve essere effettuato secondo le stesse regole stabilite per le imposte sui redditi.
Il codice tributo da utilizzare per il pagamento, entro il prossimo 2 dicembre, della seconda rata (o, nei casi previsti, dell’acconto in unica soluzione) e da indicare sul modello F24 è il 3813.

Acconto cedolare secca
Per stabilire se è dovuto o meno l’anticipo relativo alla cedolare secca per l’anno 2019 è necessario controllare l’importo indicato nel rigo LC1 del modello Redditi Pf 2019, colonna 5, “Differenza”.
Se questo importo non supera i 51,65 euro l’acconto non è dovuto, se va oltre tale cifra l’anticipo è dovuto nella misura del 95% del suo ammontare.
Per quanto riguarda modalità e termini di versamento si applicano le regole previste per l’Irpef.
Per il pagamento con F24 della seconda rata si utilizza il codice tributo 1841.

Casi di acconti ricalcolati
In tema di calcolo, c’è poi da prendere in considerazione  l’ipotesi in cui il contribuente presenti una dichiarazione integrativa da cui emerge una maggiore imposta, con conseguente nuova determinazione degli acconti dovuti in misura superiore. Ebbene – dice la circolare n. 42/2016 – se l’integrativa viene presentata dopo il termine di pagamento del secondo acconto (quello in argomento) non potrà essere irrogata la sanzione per carente versamento, pari al 30% di ogni importo non versato (articolo 13, Dlgs n. 471/1997).
In ogni caso – prosegue la richiamata circolare – anche quando l’integrazione avvenga prima dell’adempimento in esame, il primo acconto non sarà sanzionabile se con il secondo il contribuente versa la differenza dovuta calcolata con riferimento alla dichiarazione integrata. “Come chiarito con circolare n. 23 del 9 giugno 2015, infatti, la fattispecie dell’insufficiente o omesso versamento dell’acconto si perfeziona solo con l’inutile decorso del termine di scadenza del versamento stesso ed è autonoma rispetto alla dichiarazione che semplicemente ne determina l’ammontare. Pertanto, se l’importo versato per gli acconti è commisurato a quello determinato nella dichiarazione vigente al momento del versamento, il contribuente non potrà essere assoggettato a sanzione per carente versamento”.

Gli altri contribuenti e tributi interessati
I termini per versare l’acconto scadono il 2 dicembre anche per coloro che si avvalgono del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, comma 1, Dl 98/2011) e i contribuenti “di piccole dimensioni” che aderiscono al regime forfetario agevolato (articolo 1, commi 54-89, legge 190/2014).
Tali contribuenti, nell’F24 indicano i seguenti codici tributo:

  • 1794 – imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – acconto seconda rata o in unica soluzione
  • 1791 – imposta sostitutiva sul regime forfetario – acconto seconda rata o in unica soluzione.

La vicina scadenza inoltre interessa anche altri tributi, come l’Ivie e l’Ivafe, rispettivamente “imposta sul valore degli immobili situati all’estero” e “imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero”. E, poi, naturalmente, le addizionali e le maggiorazioni all’Irpef e/o all’Ires.

Questi i codici tributo per il pagamento della seconda rata o dell’acconto in unica soluzione:

  • 4045 – imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinato dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato
  • 4048 – imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato
  • 4004 – addizionale Irpef
  • 2005 – addizionale Ires
  • 2014 – addizionale Ires 4% settore petrolifero e gas
  • 2019 – maggiorazione Ires (per le società di comodo).

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Pace fiscale, rata entro 2 dicembre Nuova chance per i contribuenti

Pace fiscale, rata entro 2 dicembre
Nuova chance per i contribuenti

Al via i servizi online: disponibile, tra gli altri, anche la funzionalità web “ContiTu”, che consente di scegliere, in pochi passaggi e in autonomia, quali avvisi o cartelle si vogliono pagare

Patrizia Ballicu – Fisco Oggi

 

Fisco Oggi

Partono i servizi telematici per coloro che hanno aderito ai due provvedimenti della pace fiscale, la “rottamazione-ter” e il “saldo e stralcio” delle cartelle, e che entro la scadenza del 2 dicembre dovranno versare la rata prevista nel piano dei pagamenti.  

Disponibili i servizi online dedicati
Sul sito internet di Agenzia delle entrate-Riscossione si può richiedere la copia della “Comunicazione delle somme dovute”, la lettera già inviata ai contribuenti con il conto degli importi da pagare e i relativi bollettini, seguendo le indicazioni presenti nelle schermate della pagina web dedicata. Un servizio utile particolarmente utile per coloro che, per motivi diversi, non sono entrati in possesso della comunicazione originaria.
Al via anche “ContiTu”, il servizio web che consente di scegliere, in pochi passaggi e in autonomia, quali tra avvisi o cartelle contenuti nella “Comunicazione” si vogliono effettivamente pagare.

Si ricorda che la possibilità di aderire al “saldo e stralcio”, provvedimento previsto dalla legge n. 145/2018, è stata riservata ai contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (Isee del nucleo familiare inferiore a 20mila euro). Per questa tipologia di agevolazione è previsto il pagamento nella misura che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto, già scontato di sanzioni e interessi.
Mentre per chi ha aderito alla “rottamazione-ter”, il decreto legge n. 119/2018 ha determinato, l’annullamento esclusivamente delle sanzioni e degli interessi di mora.

Nel dettaglio alla scadenza del 2 dicembre (la scadenza del 30 novembre, coincidente con la giornata del sabato, slitta al lunedì successivo) sono interessati al pagamento per la prima rata i contribuenti del “saldo e stralcio”, i “ritardatari” della “rottamazione-ter”, cioè coloro che hanno usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 per presentare la domanda (la scadenza iniziale era fissata al 30 aprile 2019), e i contribuenti che hanno aderito alla “rottamazione-ter” entro il 30 aprile, compresi coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata fissato allo scorso 31 luglio. Per questi ultimi, infatti, il recente Dl n. 124/2019 in fase di conversione in Parlamento prevede la possibilità di rientrare nei benefici previsti dalla rottamazione saldando prima e seconda rata entro il 2 dicembre. Alla stessa data è fissato anche il termine per il pagamento della seconda rata della rottamazione-ter per i contribuenti che hanno versato la prima entro lo scorso 31 luglio.
Si ricorda che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agenzia della riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni coattive di recupero.

Bollettini e importi via web
Per tutti i contribuenti che hanno aderito al “saldo e stralcio” e alla “rottamazione-ter” è previsto che possano richiedere copia della propria Comunicazione. Dal sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it nell’area riservata del portale, accessibile con le credenziali personali (pin e password), avviando il download dedicato e in area pubblica per coloro che non dispongono delle credenziali, possono richiedere copia della lettera, compilando il form specifico presente nelle sezioni dedicate ai due provvedimenti e allegando copia del proprio documento di identità.

La “Comunicazione delle somme dovute” è stata già inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione ai contribuenti interessati, via Pec o tramite posta raccomandata, in base alla modalità scelta in fase di adesione. La “Comunicazione delle somme dovute” ovvero la lettera con cui si informa sull’accoglimento o l’eventuale rigetto della adesione alla definizione agevolata, così come su possibili debiti che non possono rientrare nella definizione agevolata, sugli importi da pagare e sulle scadenze entro cui effettuare il pagamento.

Servizio ContiTu
Sul portale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione prende il via anche “ContiTu”, il servizio web che consente di scegliere in pochi passaggi e in autonomia quali degli avvisi o cartelle contenuti nella “Comunicazione” e ammessi al pagamento agevolato si vogliono effettivamente pagare e ricalcolare l’importo dovuto. Ad esempio, chi ha chiesto la “rottamazione” per 7 cartelle, ma si rende conto che potrà riuscire a pagarne soltanto 4, può scegliere i debiti che intende definire e “ContiTu” fornirà un nuovo totale e i relativi bollettini indispensabili per poter saldare i debiti prescelti. Per i restanti debiti riportati nella “Comunicazione” che non saranno oggetto di versamento, la definizione agevolata non produrrà effetti e l’Agente della riscossione dovrà riprendere – come prevede la legge – le azioni di recupero.
Le cartelle e gli avvisi contenuti nella domanda presentata e per i quali il contribuente sceglie di non aderire alla definizione agevolata, non potranno essere rateizzati. La scelta delle cartelle e il ricalcolo delle somme dovute si possono effettuare accedendo al servizio “ContiTu”, presente nella homepage del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. Sarà sufficiente compilare la scheda online e specificare le cartelle/avvisi che si intendono “rottamare”. Il servizio calcolerà il nuovo totale e l’importo di ciascuna rata. Dopo aver confermato la scelta, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà all’indirizzo email indicato dal contribuente i nuovi bollettini con cui sarà possibile effettuare i pagamenti entro le scadenze previste.

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Tentativi di phishing in corso Attenzione alle mail in arrivo

Tentativi di phishing in corso
Attenzione alle mail in arrivo

Campagna di avvertimento su diversi canali social congiuntamente da Agenzia delle entrate, Agid e Cert-Pa per informare e allertare l’utenza sulla nuova ondata di e-mail malevole

Redazione Fisco Oggi

Fisco Oggi

Nel corso di queste ore è in atto una campagna ransomware che utilizza loghi e riferimenti dell’Agenzia delle entrate e sfrutta due domini recentemente registrati ad hoc che non corrispondono a quello dell’Agenzia.
L’Agenzia delle entrate, congiuntamente con Agid, Agenzia per l’Italia digitale, in cui opera Cert-Pa – Computer emergency response team – Pubblica amministrazione, ha lanciato una campagna informativa per allertare l’utenza sulla nuova ondata di arrivo di e-mail malevole.

Cert-Pa informa che la comunicazione, scritta in italiano corretto, proviene dai seguenti indirizzi:

  • agenziaentrateinformazioni.icu
  • agenziaentrate.icu
  • agenziainformazioni.icu.

Per avere evidenza di quanto sta avvenendo riportiamo uno screenshot della falsa e-mail,

invitando i contribuenti a eliminarla immediatamente e a non cliccare sull’applicativo informatico dal nome “VERDI.doc” armato da macro malevola che se eseguita scarica e attiva la componente che fa riferimento al ransomware, denominato Maze, già rilevato di recente da Cert-Pa.
Il ransomware, nello specifico, è un software malevolo che infetta il computer, lo blocca e chiede il pagamento di un riscatto per sbloccarlo, criptando e alterando il contenuto dei file presenti sul pc,
L’infrastruttura malware in questione è piuttosto vasta e Cert-Pa consiglia di utilizzare gli IoC (.txt) e Hashr (.txt) per arginare l’infezione e bloccare i domini mittenti.

È evidente il tentativo di truffa in corso ai danni dei contribuenti per carpirne i dati personali e a questo proposito le tre Amministrazioni hanno stilato una infografica con la quale rinnovano i consigli su “cosa fare” in caso di arrivo di e-mail sospette: ignorare le mail che provengono da fonti non attendibili, non cliccare su link sospetti, non aprire file eseguibili, non abilitare le macro di file tipo Office, oltre a tenere sempre aggiornato il sistema antivirus e effettuare frequentemente un backup dei dati contenuti nel computer.

L’Agenzia delle entrate sta inviando sui propri canali social, Twitter Facebook e Linkedin un messaggio che richiama l’attenzione dei cittadini sul tentativo di truffa in atto ai loro danni

che sarà rilanciato anche sui canali Twitter e Facebook di Agid e sul canale Twitter di Cert-Pa.

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Tutto pronto per l’invio del 770/2019: la data da segnare è il 31 ottobre

Tutto pronto per l’invio del 770/2019: la data da segnare è il 31 ottobre

La dichiarazione è costituita da un frontespizio, composto di due facciate, e da sedici quadri staccati riguardanti somme o valori corrisposti e ritenute effettuate nell’anno d’imposta considerato

Lilia Chini – Fisco Oggi

 

Fisco Oggi

Il modello va compilato dai sostituti d’imposta, comprese le amministrazioni dello Stato, per comunicare in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati fiscali relativi alle ritenute operate nell’anno 2018, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni effettuate, nonché il riepilogo dei crediti e degli altri dati contributivi e assicurativi richiesti. Deve essere inoltre utilizzato dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti e anche da coloro che esercitano attività di intermediazione immobiliare e da quelli che gestiscono portali telematici, qualora applichino una ritenuta sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi nelle locazioni brevi.

In particolare, sono tenuti a presentare il 770/2019 (anno d’imposta 2018) i soggetti che nel 2018 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte su redditi di capitale, compensi per avviamento commerciale, contributi ad enti pubblici e privati, riscatti da contratti di assicurazione sulla vita, premi, vincite ed altri proventi finanziari ivi compresi quelli derivanti da partecipazioni a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero, utili e altri proventi equiparati derivanti da partecipazioni in società di capitali, titoli atipici, e redditi diversi, nonché coloro che hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte.

Modalità e termini di presentazione
Il modello 770/2019 è composto:

  • dal frontespizio
  • dai quadri SF, SG, SH, SI, SK, SL, SM, SO, SP, SQ e SS
  • dai quadri relativi ai versamenti, alle compensazioni, ai pignoramenti presso terzi e alle ritenute sui bonifici di pagamento per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di risparmio energetico (ST, SV, SX e SY)
  • dal quadro DI, in relazione alla nuova disciplina della dichiarazione integrativa.

L’invio del modello 770 è possibile a condizione che il sostituto abbia trasmesso – nei diversi termini previsti dall’articolo 4 del Dpr n. 322/1998 (7 marzo 2019 ovvero il 31 ottobre 2019) – la Certificazione unica e, qualora richiesto, la Certificazione degli utili.
 
Il modello 770/2019 Redditi 2018 va presentato, entro il prossimo giovedì 31 ottobre, come stabilito dall’articolo 1, comma 933 della legge di Bilancio 2018, esclusivamente in via telematica:

  1. direttamente dal sostituto d’imposta
  2. tramite un intermediario abilitato
  3. tramite altri soggetti incaricati (per le amministrazioni dello Stato)
  4. tramite società appartenenti al gruppo.

L’Agenzia rende disponibile gratuitamente sul proprio sito il software di compilazione della dichiarazione che si considera presentata nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia stessa.
La comunicazione attestante l’avvenuta presentazione della dichiarazione per via telematica è trasmessa al soggetto che ha effettuato l’invio ed è consultabile nella sezione “Ricevute” del sito, riservata agli utenti registrati ai servizi telematici. La stessa comunicazione di ricezione può essere richiesta, sia dal contribuente che dall’intermediario, in qualunque momento e a qualunque ufficio delle Entrate.
Si considerano tempestive le dichiarazioni trasmesse entro i termini previsti dal Dpr n. 322/1998, scartate dal servizio telematico, ma ritrasmesse entro i cinque giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione all’Agenzia che attesta il motivo dello scarto.
 
La trasmissione delle ritenute può avvenire in più flussi
L’invio telematico del modello 770/2019 (anno d’imposta 2018) può avvenire in più parti secondo specifiche regole di suddivisione della dichiarazione, inviando oltre al frontespizio i quadri ST, SV, SX riguardanti le seguenti cinque parti:

  • “Dipendente” se sono state operate ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati
  • “Autonomo” se sono state operate ritenute su redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi
  • “Capitali” se sono state operate ritenute su dividendi, proventi e redditi di capitale, ricomprendendo le ritenute su pagamenti relativi a bonifici disposti per il recupero del patrimonio edilizio e per interventi di risparmio energetico locazioni brevi inserite all’interno della Cu
  • “Locazioni brevi” se sono state operate ritenute sulle locazioni brevi
  • “Altre ritenute” se sono state operate ritenute su somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi e somme liquidate a titolo di indennità di esproprio e di somme percepite a seguito di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti a occupazioni d’urgenza.

Tale facoltà è riconosciuta sempreché i sostituti d’imposta abbiano trasmesso, nei diversi termini previsti del 7 marzo 2019 (ovvero il 31 ottobre 2019) sia le Comunicazioni Certificazioni dati lavoro dipendente e assimilati, sia le Comunicazioni Certificazioni dati lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi e sia, qualora richiesto, la Certificazione degli utili.
L’invio del modello 770 può essere effettuato con un massimo di tre flussi che devono contenere le cinque tipologie di ritenute sopra indicate.
 
Nella compilazione del frontespizio del modello, dove viene sinteticamente illustrato l’utilizzo dei dati contenuti nella dichiarazione, occorre porre attenzione al riquadro “Redazione della dichiarazione” composto da due sezioni denominate “Quadri compilati e ritenute operate” e “Gestione separata”.
Nel riquadro “Redazione della dichiarazione” è presente il campo “Tipologia di invio” che deve essere compilato per indicare quale tipologia di invio è effettuata attraverso il modello. Il sostituto può inviare i dati separatamente in più flussi o in un unico flusso e deve indicare

  • 1” se il sostituto opta per trasmettere un unico flusso contenente i dati riferiti a diversi redditi gestiti nel modello 770 (redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di capitale, redditi di locazione breve e redditi diversi)
  • 2” se il sostituto scegli di inviare separatamente i dati relativi a diversi redditi gestiti nel modello 770. Il sostituto può effettuare invii separati anche senza avvalersi di un altro soggetto incaricato.

Nel riquadro “Gestione separata” va indicato il codice fiscale di chi invia separatamente il flusso o i flussi riguardanti altre tipologie reddituali e va barrata la casella o le caselle riguardanti le tipologie reddituali che saranno trasmesse dall’altro soggetto, nell’ambito delle cinque tipologie reddituali descritte.
 
Infine va ricordato che, da quest’anno, sono state inserite nel modello 770/2019 apposite caselle che evidenziano la possibilità per il sostituto d’imposta di suddividere la dichiarazione e di inviare direttamente tutte le parti o alcune di esse, oppure di avvalersi in tutto o in parte di intermediari; infatti nel riquadro “Redazione della dichiarazione” del frontespizio, sono state infatti inserite le nuove caselle:

  • Incaricato in gestione separata”, che va barrata dall’intermediario, se il sostituto ha aderito alla gestione separata e si è avvalso del suo ausilio per la predisposizione della dichiarazione;
  • Sostituto”, da barrare per indicare la parte che viene trasmessa dal sostituto stesso.

 

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La rivendita di unità immobiliari dà luogo a reddito di impresa

La rivendita di unità immobiliari
dà luogo a reddito di impresa

L’aumento volumetrico del fabbricato, a seguito di lavori, e la successiva vendita delle parti mette in evidenza l’intento di realizzare un “arricchimento”

Redazione Fisco Oggi

 

Fisco Oggi

L’attività di realizzazione e successiva rivendita di unità immobiliari deve considerarsi imprenditoriale, dal momento che l’intervento sul complesso immobiliare effettuato risulta finalizzato non al proprio uso o a quello della propria famiglia, ma alla realizzazione e successiva vendita a terzi, avvalendosi di un’organizzazione produttiva idonea, e svolgendo un’attività protratta nel tempo. Questo, in sintesi il contenuto della risposta n. 426 all’interpello del 24 ottobre 2019.

La richiesta
Un contribuente fa presente di essere proprietario di un fabbricato urbano ad uso civile abitazione e servizi sul quale vuole effettuare lavori di ristrutturazione edilizia di demolizione e ricostruzione con volumetria aumentata del 20% rispetto alla situazione antecedente, poiché tale possibilità è prevista dal regolamento urbanistico del comune dove è situato l’immobile e dalle vigenti disposizioni nazionali e regionali.
L’istante precisa che l’aumento volumetrico non modifica le caratteristiche fondamentali dell’intervento, tanto che verrà presentata una Scia e non una licenza di costruzione. Il contribuente al termine dei lavori vuole procedere alla cessione dell’intero fabbricato, che tra l’altro possiede da più di cinque anni, e chiede se l’atto di cessione sia idoneo a generare una plusvalenza imponibile e, se sì, come debba calcolarla.

La risposta dell’Agenzia
I tecnici dell’Agenzia nel chiarire il dubbio partono dalla definizione di redditi diversi come delineata dall’articolo 67, comma 1) lettera b) del Tuir, cioè che “le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari, nonché, in ogni caso, le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione. In caso di cessione a titolo oneroso di immobili ricevuti per donazione, il predetto periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto da parte del donante”.
Tale prescrizione è stata introdotta per assoggettare a tassazione i guadagni derivanti dalla cessione di immobili effettuata per finalità speculativa che si presuma sia realizzata laddove l’arco temporale che intercorre tra la data di acquisto o di costruzione dell’immobile e la data di vendita dello stesso sia inferiore a 5 anni. Presupposto per la tassazione della plusvalenza in argomento è che l’attività della persona fisica non possa configurare l’esercizio di impresa commerciale ai sensi dell’articolo 55 del Tuir.
L’Agenzia specifica che perché si configuri l’attività commerciale è necessario che l’attività svolta sia caratterizzata dalla professionalità “abituale”, anche se non esclusiva e, in mancanza di tale elemento, l’attività commerciale esercitata “occasionalmente” produca un reddito inquadrabile nella categoria dei redditi diversi. L’esercizio dell’impresa, inoltre, può esaurirsi anche con un singolo , in considerazione della sua rilevanza economica e delle operazioni che il suo svolgimento comporta; in particolare un singolo affare può costituire esercizio di impresa quando implichi il compimento di una serie coordinata di atti economici, sia pure attraverso un’unica operazione economica, come avviene nel caso di costruzione di edifici da destinare all’abitazione

Tenendo conto anche di quanto già chiarito dalla risoluzione n. 204/2002, l’Agenzia ritiene che, nel caso in esame la realizzazione a seguito dei lavori di 5 appartamenti, 8 garage e 3 posti auto, configura un comportamento logicamente e cronologicamente precedente l’atto di cessione e strumentale rispetto all’incremento di valore, tale che evidenzia l’intento di realizzare un “arricchimento”.
In pratica, l’attività svolta dall’istante deve considerarsi imprenditoriale dal momento che l’intervento sul complesso immobiliare risulta finalizzato non al proprio uso o a quello della propria famiglia, ma alla realizzazione e successiva vendita delle unità immobiliari, garage e posti auto a terzi, avvalendosi di un’organizzazione produttiva idonea, svolta nel tempo.

Quindi, conclude l’Agenzia, il reddito generato dalla vendita delle unità immobiliari va considerato imponibile come reddito rientrante nella categoria dei redditi di impresa, previsto dall’articolo 55 e successivi del Tuir.

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