commercialisti bologna

Bonus gasolio primo trimestre 2020: online il software per richiederlo

Bonus gasolio primo trimestre 2020: online il software per richiederlo

Le domande relative ai consumi effettuati dal 1° gennaio al 31 marzo di quest’anno dovranno essere presentate dal 1° al 30 aprile, ma considerato il periodo emergenziale, non inderogabilmente

Marcello Cardone – Fisco Oggi

immagine generica illustrativa

Fisco Oggi

In Rete, sul sito delle Dogane e dei Monopoli, il pacchetto software aggiornato per la compilazione e la stampa della richiesta di rimborso dei maggiori costi sostenuti, nel primo trimestre 2020, a causa degli aumenti dell’accisa sul gasolio dagli autotrasportatori “agevolati”. Con la nota 96399 del 23 marzo scorso, la stessa Agenzia, tra l’altro, ha quantificato gli importi restituibili in 214,18 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° gennaio ed il 31 marzo 2020

In sostanza, gli autotrasportatori di merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, le imprese e gli enti pubblici che effettuano servizi di trasporto locale o di competenza statale, anche a fune, e le imprese che svolgono attività di autoservizi in ambito comunitario possono, dal 1° al 30 aprile 2020, chiedere il rimborso all’ufficio delle Dogane competente o effettuare la compensazione dei maggiori oneri sostenuti, nel periodo da gennaio a marzo, in ragione di precedenti aumenti dell’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante. Quest’anno però, considerata la situazione di emergenza sanitaria, gli interessati che dovessero incontrare difficoltà a trasmettere la domanda, potranno esercitare il proprio diritto al rimborso fino al 30 giugno 2020 (articolo 62, comma 6, Dl n. 18/2020).

Nella nota si legge che le somme possono essere recuperate sia in denaro sia in compensazione (se ne ricorrono le condizioni), indicando nel modello F24 il codice tributo 6740, il quale identifica appunto il “Credito d’imposta – agevolazione sul gasolio per autotrazione impiegato dagli autotrasportatori”. Tutto ciò non avviene automaticamente: gli interessati, infatti, sono tenuti alla predisposizione di un’apposita dichiarazione da presentare all’ufficio delle Dogane territorialmente competente, attenendosi alle disposizioni regolamentari contenute nel Dpr n. 277/2000.
 
Per la compilazione e la stampa della dichiarazione relativa al primo trimestre 2020, sul sito dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli è disponibile, come detto, lo specifico software aggiornato. La richiesta può essere trasmessa con modalità informatiche attraverso il servizio telematico doganale (Edi), se in possesso della relativa abilitazione.

Per coloro che, invece, non si avvalgono di Edi, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ricorda che il contenuto della dichiarazione sostitutiva di consumo, presentata in forma cartacea, deve essere riprodotto su supporto informatico (cd-rom, dvd, pen drive usb) da consegnare insieme alla dichiarazione.
 
Precisazioni
In merito alla compensazione, le Dogane ricordano che i crediti formatisi nel quarto trimestre 2019 potranno essere utilizzati in compensazione entro il 31 dicembre 2021 e che da questa data decorre il termine per la presentazione dell’istanza di rimborso in denaro delle eccedenze non compensate, la quale dovrà, quindi, essere presentata entro il 30 giugno 2022.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

M’illumino di Meno 2020: luci spente e piantiamo un albero

M’illumino di Meno 2020: luci spente e piantiamo un albero

L’iniziativa è dedicata ad accrescere il verde intorno a noi e, nel nello stesso tempo, si continua ad invitare i cittadini e le istituzioni a limitare lo spreco di energia

Romeo Piazza – Fisco Oggi

locandina di m'illumino di meno 2020

Fisco Oggi

Anche quest’anno l’Agenzia delle entrate aderisce all’iniziativa “M’Illumino di Meno” la celebre campagna di sensibilizzazione radiofonica sul risparmio energetico e gli stili di vita sostenibili, ideata dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2, giunta alla quindicesima edizione.

M’illumino di Meno torna il 6 Marzo 2020 ed è dedicata ad aumentare gli alberi, il verde, le piante intorno a noi. L’invito è quindi a “piantare un albero, perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica. Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell’aumento dei gas serra nell’atmosfera terrestre e quindi dell’innalzamento delle temperature. Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l’erosione del suolo, regolano le temperature. Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico. Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti”.

L’Agenzia delle entrate ha fatto importanti passi in avanti nel contenimento delle proprie emissioni che alterano il clima. Infatti, l’Agenzia promuove azioni di contenimento dei consumi, di riuso e riciclo sia direttamente, tramite pratiche di acquisto sostenibili (ad esempio acquisto di carta riciclata e carta vergine proveniente da foreste certificate, acquisto di energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili), sia indirettamente attraverso la sensibilizzazione del personale dipendente (ad esempio indicazioni sul corretto utilizzo della carta e sulla raccolta differenziata, risparmi energetico e mobilità sostenibile).

Anche grazie all’obbligatorietà dell’inserimento dei Criteri ambientali minimi definiti dal ministero dell’Ambiente, Tutela del territorio e del Mare per l’acquisto di carta in risme, l’Agenzia, al fine di ridurre il fenomeno della deforestazione, nelle sue procedure di acquisto richiede che le fibre vergini utilizzate per la fabbricazione della carta, sia cosiddetta “bianca” (vergine o mista ossia con contenuto di cellulosa riciclata inferiore al 70% in peso rispetto al totale) che per quella riciclata (fibre di cellulosa riciclata con quantitativo minimo pari almeno al 70% in peso), provengano da foreste gestite in maniera responsabile o da fonti controllate, ossia legali e sostenibili.
Ciò significa che la carta non proviene da tagli illegali o da interventi irresponsabili che possono portare all’impoverimento o alla distruzione delle risorse forestali. La carta inoltre non può essere sbiancata con cloro gassoso, in quanto sostanza pericolosa.
L’Agenzia delle entrate, come da propria prassi consolidata, richiede la fornitura di carta nelle percentuali del 50% di carta vergine e del 50% di riciclata. La carta per stampa e copie è tra le voci di spesa più significative della categoria materiali di consumo, con un valore di circa 2milioni di euro annui.
Al fine di contenerne la spesa l’Agenzia ha realizzato numerose iniziative volte a ridurre il consumo della carta (ad esempio comunicazioni ai propri dipendenti con l’invito all’utilizzo di strumenti e documenti informatici, pubblicazioni sulla intranet di vademecum, guide e informazioni per ottimizzare l’uso della carta, campagne di sensibilizzazione volte a diffondere le “buone pratiche” in ufficio e l’utilizzo della funzione fronte-retro), tanto da aver ridotto la spesa di oltre il 15% dal 2014 nonostante l’incremento dei prezzi di mercato.
Considerato il consumo di circa 1milione di risme, l’acquisto del 50% di carta riciclata comporta i seguenti risparmi ambientali: evitato il taglio di oltre 3.000 alberi (considerando che un pino di medio diametro alto 15 metri produca 159 risme), 53.900 litri di acqua, 9.650 Mwh, evitata l’emissione di CO2 per 800 tonnellate. Le ulteriori 500.000 risme acquistate in carta vergine, sono certificate circa la provenienza da foreste gestite in maniera responsabile o da fonti controllate.

Inoltre l’Agenzia delle entrate acquista energia prodotta da fonti rinnovabili ogniqualvolta sia disponibile l’opzione verde nella convenzione Consip. Ad esempio nel 2018, l’Agenzia ha consumato oltre 85.000 Mwh di energia dei quali, circa 75.000 Mwh prodotti da fonti rinnovabili, risparmiando così l’emissione di circa 21.300 tonnellate di Co2 (considerando che per ogni kilowattore di energia elettrica consumata si emettono circa 284 grammidi Co2).

Nelle scelte d’acquisto viene inoltre privilegiata la scelta della riduzione dei rifiuti: ne sono esempio l’utilizzo del free-beverage (bevande alla spina) presso le mense oppure l’installazione dei refrigeratori di acqua di rete nell’ambito del servizio di gestione dei distributori automatici di bevande e snack nonché l’acquisto di toner “rigenerati” (che riutilizzano la cartuccia).

Con l’obiettivo di riutilizzare i beni e quindi allontanare il fine vita delle cose, l’Agenzia realizza dei bandi per la cessione a titolo gratuito di apparecchiature informatiche agli istituti scolastici, alle pubbliche amministrazioni, agli enti e organismi no profit.

A fronte dell’impegno diretto dell’ente, l’Agenzia delle entrate chiede ai suoi dipendenti di collaborare alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso la diffusione di vademecum e indicazioni sulle buone pratiche di riduzione dei consumi della carta e dell’energia elettrica e di separare i rifiuti in ufficio al fine di realizzare la raccolta differenziata.
Dal 2018 inoltre è stata creata la Rete dei Mobility manager dell’Agenzia delle entrate, che nelle 19 città in cui sono presenti i manager (ove insistono immobili con più di 300 dipendenti), consente di sensibilizzare i dipendenti e creare le condizioni utili alla riduzione delle emissioni nell’ambito dei trasporti promuovendo la mobilità sostenibile.

L’Agenzia delle entrate anche quest’anno aderisce ai valori promossi dall’evento con la partecipazione attiva alla giornata e dando impulso alla realizzazione di diverse iniziative:

  • pubblicazione sulla intranet aziendale di una comunicazione che invita tutti i colleghi  allo spegnimento delle luci e dispositivi elettrici non necessari dalle ore 18 del 6 marzo  evidenziando il collegamento alla sezione ambiente – manuali (ove sono presenti i documenti relativi al risparmio energetico in ufficio e la raccolta differenziata dei rifiuti) ed al Portale pagine online – rubrica mobilità sostenibile, per sensibilizzare alla riduzione delle emissioni di Co2 legate ai trasporti
  • pubblicazione sul sito intranet e internet dell’Agenzia delle entrate della locandina di presentazione della quindicesima edizione dell’iniziativa.

 

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Mercato immobiliare italiano: cresce il settore non residenziale

Mercato immobiliare italiano:
cresce il settore non residenziale

Crescono le compravendite in tutti i comparti negli ultimi quattro mesi dell’anno appena trascorso: più consistente il terziario-commerciale, con oltre 31.000 unità compravendute

Filippo Lucchese – Fisco Oggi

immagine di uffici

Fisco Oggi

Nel quarto trimestre 2019 il mercato immobiliare non residenziale ha mostrato in tutti i segmenti una tendenza di tipo espansivo, per quanto con tassi assai differenziati; il tasso tendenziale aggregato, che esprime la variazione dei volumi compravenduti rispetto all’analogo trimestre del 2018 per l’intero settore, è risultato pari a +4,9%, leggermente inferiore al +5,6% del trimestre precedente.

I dati completi, sia di sintesi che di dettaglio, sono esposti nel documento “Non Residenziale – Statistiche IV trimestre 2019”, curato dall’ufficio Statistiche e Studi della direzione centrale Servizi estimativi e Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate e da oggi disponibile sul sito internet dell’Agenzia.

I quattro segmenti individuati all’interno del settore non residenziale sono rispettivamente il terziario-commerciale (il più consistente, con oltre 31.000 unità compravendute, oltre il 56% del totale), il produttivo, il produttivo agricolo ed un quarto, di carattere residuale, composto per la quasi totalità da immobili appartenenti alle categorie catastali del gruppo F.

Serie storica variazioni % tendenziali NTN settori Terziario-commerciale, Produttivo e Produttivo agricolo

grafico che raffigura la serie storica variazioni % tendenziali NTN settori Terziario-commerciale, Produttivo e Produttivo agricolo

Si propone, a seguire, una breve analisi di ciascun segmento.

Segmento terziario-commerciale
In termini aggregati, il primo dei segmenti di mercato individuati, il terziario-commerciale, ha visto nel quarto trimestre del 2019 un’espansione dei volumi compravenduti del 6,2%.
Tutte le macroaree in cui è stato ripartito il territorio italiano hanno presentato tassi positivi, compresi tra il +10% delle Isole, che restano l’area meno dinamica in termini assoluti, e il + 2,8% del Sud; l’espansione ha interessato in modo mediamente abbastanza omogeneo comuni di grande e di piccola dimensione, se si pensa che i tassi dei comuni capoluogo di provincia e di quelli non capoluogo sono risultati rispettivamente +7,5% e +5,8%.

Il rapporto individua poi all’interno del segmento in esame, come di consueto, quattro sotto-aggregazioni: uffici e studi privati, negozi e laboratori, depositi commerciali e autorimesse e un quarto insieme residuale. Ciò che emerge è che la tendenza espansiva dei volumi di compravendita accomuna tutte e quattro queste sotto-aggregazioni, anche con riferimento alle relative ripartizioni territoriali in macroaree.
Uffici e studi privati, in particolare, hanno visto un incremento delle compravendite rispetto al trimestre analogo dell’anno precedente dell’8,3% alla scala nazionale, anche se con una compressione delle relative superfici medie compravendute (-7,3 m2); negozi e laboratori sono cresciuti, in termini di volume scambiato, del 6,4%, con superfici medie sostanzialmente inalterate (in contrazione al nord, in espansione al centro e al sud); per depositi commerciali e autorimesse i volumi scambiati sono cresciuti del 4,4%, con superfici medie in leggero calo (-2,1 m2), soprattutto per effetto delle dinamiche del nord e del centro; l’aggregazione residuale, infine, per quasi il 75% rappresentata da immobili destinati a speciali esigenze commerciali (categoria catastale D/8), ha visto un aumento delle compravendite di oltre il 20%.
Un ultimo prospetto viene dedicato all’approfondimento relativo alle otto principali città per dimensione demografica: le due di gran lunga più importanti in termini di mercato, Milano e Roma, mostrano una solida tendenza espansiva in tutte e quattro le sotto-aggregazioni precedentemente ricordate, mentre in generale si può rilevare come i tassi risultino mediamente più elevati rispetto a quelli visti alla scala nazionale, pur con qualche eccezione di segno negativo riscontrabile in ciascun comparto.

Segmento produttivo
Il segmento produttivo presenta, tra i quattro, il tasso aggregato più basso, +1,5%, a conferma di una tendenza sostanzialmente stazionaria in atto da almeno un anno; in questo caso la macroarea territoriale che con il suo tasso negativo comprime il dato aggregato nazionale è il Nord Est, con un tasso di -8,5%.
L’analisi presenta anche un’ulteriore segmentazione, sviluppata sulla base della rendita catastale, scelta, almeno in prima approssimazione, quale parametro di definizione qualitativa delle unità immobiliari; ciò che risulta è un’espansione delle compravendite concentrata soprattutto sulla fascia di rendita più alta (+13,6% per gli immobili con rendita oltre 10.000 euro), con una tendenza prevalentemente di segno negativo nelle altre fasce individuate (eccetto quella compresa tra 100 e 500 euro).

Segmento produttivo agricolo
Il segmento produttivo agricolo prosegue il proprio andamento altalenante, con un tasso aggregato nazionale di +11% che fa seguito al -3,6% registrato nel trimestre precedente.
L’espansione ha interessato tutte le aree territoriali del Paese, ad eccezione delle Isole (dove si è registrato un -3,1%); la dinamica più rilevante è quella che ha interessato il Centro, dove si è avuta una crescita dei volumi delle compravendite di oltre un terzo (+36,9%), mentre il mercato più consistente permane quello del Nord Est (337 unità compravendute nel trimestre, +8,2% rispetto all’anno precedente).

Altre destinazioni
Il rapporto presenta infine, come accennato, una quarta aggregazione che raccoglie tutte le unità scambiate che non rientrano nei raggruppamenti precedenti, pari ad oltre un terzo del totale (Ntn 18.943); si tratta per oltre il 97% di immobili appartenenti al gruppo catastale F. Come anticipato, anche in questo caso, rispetto al quarto trimestre del 2018, si è registrato un incremento delle compravendite (+3,1%), dato che ha concorso a consolidare la tendenza aggregata del settore.

 

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Bonus mobili ed elettrodomestici, le regole nella guida aggiornata

Bonus mobili ed elettrodomestici,
le regole nella guida aggiornata

Prorogata dalla recente legge di bilancio a tutto il 2020 la detrazione fiscale del 50% fino a 10mila euro della spesa destinata agli immobili oggetto di ristrutturazione edilizia

Gianni Liprandi – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Arredare gli appartamenti è più facile con la guida Bonus mobili ed elettrodomestici. La pubblicazione, disponibile  nella sezione “l’Agenziainforma” del sito internet delle Entrate e sulla rivista telematica FiscoOggi, contiene tutte le informazioni necessarie per beneficiare dell’agevolazione, suddivise per aree tematiche: quando si può avere, per quali acquisti, importo detraibile, pagamenti, documenti da conservare e domande frequenti.

Come e quando ottenere il bonus
Focus sulla tempistica: fino al 31 dicembre 2020 è possibile fruire dell’agevolazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di recupero edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio 2019. Per gli acquisti effettuati nel 2019, invece, è possibile fruire della detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato non prima del 1° gennaio 2018.

Quali sono i beneficiari
La guida chiarisce che il bonus spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. In altri termini, solo chi sostiene effettivamente i costi di un intervento di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ha diritto alla detrazione del 50%. Attenzione, dunque, perché se in una coppia, uno dei coniugi sostiene tutte le spese per ristrutturare l’immobile e l’altro quelle per l’arredo, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.

Gli step da seguire
Riguardo gli interventi edilizi che danno diritto alla detrazione, il bonus mobili non trova applicazione se l’intervento è di manutenzione ordinaria all’interno di una singola unità abitativa. Al contrario, l’agevolazione spetta se si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari residenziali. Regole diverse per quanto riguarda interventi su parti comuni di edifici sempre residenziali: in tal caso anche la manutenzione ordinaria consente di beneficiare del bonus mobili.

I beni agevolati
Box colorati e tabelle evidenziano i focus cui concentrarsi, come quello sulla tipologia di acquisti agevolati. Tra i mobili rientrano, per esempio, divani e poltrone, letti e materassi, armadi e librerie, tavoli e sedie. L’elenco degli elettrodomestici comprende, tra gli altri,  frigoriferi e congelatori, stufe elettriche e forni a microonde, lavatrici, asciugatrici e, da quest’anno,  anche lavasciuga.

Occhio alle regole
La detrazione Irpef del 50%, calcolata su un massimo di 10mila euro, ripartita in dieci quote annuali di pari importo, può essere usufruita anche se i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio. Spetta, infine, se i beni sono destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento di ristrutturazione viene effettuato su una pertinenza dell’immobile, anche accatastata autonomamente.
Attenzione a non perdere il beneficio: la detrazione non utilizzata (in tutto o in parte) non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio. Pertanto, il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate anche se l’abitazione oggetto di ristrutturazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo per usufruire del bonus.
Da ricordare che per fruire del bonus mobili i pagamenti delle fatture vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Occorre, inoltre, conservare la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Fiducia votata anche dal Senato, il collegato fiscale diventa legge

Fiducia votata anche dal Senato, il collegato fiscale diventa legge

Dopo il primo ok della Camera, arriva il via libera definitivo di palazzo Madama. Numerose, rispetto al testo originario, sia le misure introdotte ex novo sia le modifiche a quelle già varate

Nicola Buongrido – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Il Dl n. 124/2019 “recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”, appena convertito in legge, durante i lavori parlamentari ha recepito un gran numero di proposte emendative, dando vita ad un testo normativo particolarmente consistente e variegato.
Tra le tante novità in ambito tributario, segnaliamo: le modifiche, dal 2021, al calendario per l’assistenza fiscale, con termine ultimo per la presentazione del 730 spostato al 30 settembre; l’estensione del ravvedimento extra large ai tributi locali e regionali; l’affievolimento delle sanzioni per gli F24 scartati e la cancellazione di quelle a carico sia di chi rifiuta pagamenti elettronici sia degli esercenti che “impediscono” la partecipazione alla lotteria degli scontrini, il cui avvio è stato differito al 1° luglio; l’ok all’utilizzo dei crediti PA per compensare carichi a ruolo anche negli anni 2019 e 2020; la ridotta periodicità per l’esterometro (ora trimestrale) e per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche (due volte all’anno, se l’importo complessivo non supera 1.000 euro).
A seguire, una sintesi delle principali novità arrivate a seguito del passaggio parlamentare (per una panoramica sulle misure originarie, vedi “Manovra finanziaria 2020, in vigore il collegato fiscale”).

Lotteria degli scontrini: si parte il 1° luglio, senza sanzioni per chi non acquisisce il codice
Slitta di sei mesi, dal 1° gennaio al 1° luglio 2020, l’avvio della lotteria nazionale degli scontrini, cui sono ammesse a partecipare le persone fisiche maggiorenni, residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni o servizi fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi. Per partecipare all’estrazione dei premi, occorrerà comunicare all’esercente, anziché il proprio codice fiscale (come invece prevedeva la legge istitutiva), uno specifico codice lotteria, le cui modalità di rilascio saranno definite dall’emanando provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, adottato d’intesa con l’Agenzia delle entrate. Se l’esercente, al momento dell’acquisto, rifiuta di acquisire il codice lotteria, il consumatore può segnalare la circostanza in una sezione dedicata del portale Lotteria, sul sito dell’Agenzia delle entrate: le segnalazioni saranno utilizzate dalla stessa Agenzia e dalla Guardia di finanza per le attività di analisi del rischio di evasione. Quest’ultima disposizione sostituisce quella dettata originariamente dal decreto, che prevedeva una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro nei confronti degli esercenti che non acquisivano il codice fiscale del cliente o non trasmettevano i dati della prestazione o cessione.

Dal 2021 cambia il calendario dell’assistenza fiscale: 730 presentabile entro il 30 settembre
Grosse novità interesseranno il modello 730 a partire dal 2021. Spicca, anzitutto, lo spostamento del termine ultimo per la presentazione, fissato al 30 settembre, a prescindere dalle modalità utilizzate: consegna al proprio sostituto d’imposta, incarico a un intermediario abilitato (Caf, professionista) o invio diretto della precompilata (la scadenza attuale è 7 luglio nella prima ipotesi e 23 luglio nelle altre due).
I contribuenti con contratto a tempo determinato potranno utilizzare il 730, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di presentazione della dichiarazione al terzo mese successivo, rivolgendosi al sostituto o a un Caf, purché siano noti i dati del sostituto tenuto a effettuare il conguaglio (invece, in base alle norme vigenti, possono rivolgersi al sostituto, se il contratto dura almeno da aprile a luglio, ovvero a un Caf, se il contratto dura almeno da giugno a luglio).
Sono state fissate cinque finestre temporali per gli adempimenti di Caf e professionisti (comunicazione all’Agenzia delle entrate del risultato finale delle dichiarazioni, consegna al contribuente di copia del modello elaborato e del prospetto di liquidazione, trasmissione alla stessa Agenzia delle dichiarazioni predisposte), in funzione della data in cui ricevono la dichiarazione dal contribuente: 15 giugno, per quelle presentate entro il 31 maggio; 29 giugno, per quelle presentate dal l° al 20 giugno; 23 luglio, per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio; 15 settembre, per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto; 30 settembre, per quelle presentate dal l° al 30 settembre.
Novità anche per lo svolgimento delle operazioni di conguaglio: il sostituto d’imposta dovrà provvedervi non più a scadenze fisse (retribuzioni di luglio ovvero pensione di agosto o settembre), ma in occasione della prima retribuzione utile e, comunque, con quella di competenza del mese successivo a quello in cui ha ricevuto il risultato contabile ovvero, per i pensionati, a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento dei dati del prospetto di liquidazione.
L’eventuale comunicazione al sostituto di non trattenere l’acconto di novembre o di effettuarlo in misura inferiore rispetto a quanto risulta dal prospetto di liquidazione potrà essere fatta fino al 10 ottobre (il termine attuale è 30 settembre).
Spostate, infine, anche le scadenze relative ad altri eventi comunque collegati con la presentazione della dichiarazione dei redditi. Queste le nuove date:

  • 16 marzo, per la consegna ai contribuenti e per la trasmissione all’Agenzia delle entrate delle Certificazioni uniche da parte dei sostituti d’imposta (i termini vigenti sono, rispettivamente, 31 marzo e 7 marzo)
  • 30 aprile (oggi, è 15 aprile), per la messa a disposizione on line, sul portale dedicato dell’Agenzia delle entrate, della dichiarazione precompilata
  • 16 marzo (non più 28 febbraio), per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate, da parte di soggetti terzi, dei dati relativi a spese e oneri deducibili o detraibili, sostenuti dai contribuenti nell’anno precedente.

Destinazione dell’8 per mille allo Stato più mirata
Dalla prossima dichiarazione dei redditi, chi destina l’8 per mille dell’Irpef allo Stato potrà indicare anche la tipologia di intervento che intende sostenere, scegliendo tra uno di questi: fame nel mondo; calamità naturali; assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati; conservazione dei beni culturali; ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili pubblici adibiti all’istruzione scolastica.

Ravvedimento extra large anche per Imu e Tasi
Sono state estese a tutti i tributi, compresi quelli regionali e locali (quindi, anche a Imu e Tasi), alcune fattispecie di regolarizzazione delle violazioni tributarie previste dalla disciplina del ravvedimento operoso, fino ad oggi riservate ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate nonché ai tributi doganali e alle accise amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli:

  • riduzione della sanzione a 1/7 del minimo, in caso di ravvedimento perfezionato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore
  • riduzione della sanzione a 1/6 del minimo, in caso di ravvedimento perfezionato oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore
  • riduzione della sanzione a 1/5 del minimo, in caso di ravvedimento successivo alla constatazione della violazione mediante processo verbale.

Lavoratori impatriati: agevolazioni maggiorate fruibili già per il 2019
Anticipata di un anno l’operatività delle disposizioni contenute nel Dl 34/2019 (“decreto crescita”), con cui sono stati potenziati i benefici riconosciuti a quanti, residenti all’estero da non meno di due anni, rientrano in Italia impegnandosi a rimanervi per almeno due anni e prestandovi la propria attività lavorativa in maniera prevalente. Le misure di favore, anziché operare per i lavoratori impatriati a partire dal 2020, sono state estese, a decorrere dal periodo d’imposta in corso, anche a coloro che sono rientrati in Italia dal 30 aprile 2019 e risultano beneficiari del regime speciale previsto dall’articolo 16 del Dlgs 147/2015.

Fatturazione elettronica: regole ad hoc per i “servizi segreti” e bollo semestrale
La regola introdotta dal “collegato fiscale” secondo cui i file delle fatture elettroniche acquisiti dal Sistema di interscambio vanno memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi (vedi “Collegato fiscale – 6: le novità in tema di fatturazione elettronica”) non coinvolge le e-fatture relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi destinate al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, all’Agenzia informazioni e sicurezza esterna nonché all’Agenzia informazioni e sicurezza interna (“servizi segreti”). Relativamente a tali organismi speciali, per esigenze di riservatezza sulle attività poste in essere, continua ad applicarsi una disciplina particolare, che impedisce l’aggregazione di dati.
Per quanto riguarda, invece, l’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche, quando il tributo non supera la soglia annua di 1.000 euro, il relativo pagamento può avvenire due sole volte all’anno (entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre), anziché – come ordinariamente previsto – con periodicità trimestrale, entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre di riferimento.

Novità in ambito Iva

  • Diminuisce, dal 2020, la tassazione sui prodotti per la protezione dell’igiene femminile, purché compostabili o lavabili, e sulle coppette mestruali: l’aliquota passa dal 22 al 5 per cento.
  • L’Iva agevolata al 4% per i veicoli (di cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici se con motore a benzina e fino a 2.800 centimetri cubici se con motore diesel) destinati a persone con disabilità spetta anche in caso di motore ibrido, con gli stessi limiti di cilindrata, e in caso di alimentazione elettrica, purché di potenza non superiore a 150 kW. I medesimi veicoli sono anche esenti dall’imposta erariale di trascrizione, dalla relativa addizionale provinciale e dall’imposta di registro sugli atti traslativi o dichiarativi.
  • Ridotta la frequenza dell’esterometro, ossia la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi con soggetti non stabiliti in Italia: l’adempimento, attualmente mensile, diventa trimestrale.
  • Dal 1° gennaio 2021, coloro che svolgono attività di commercio al minuto o assimilate (articolo 22, Dpr 633/1972) potranno assolvere agli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri mediante sistemi di incasso “evoluti”, vale a dire carte di credito o di debito e altre forme di pagamento elettronico che consentono la memorizzazione, l’inalterabilità e la sicurezza dei dati. Un provvedimento delle Entrate dovrà definire le disposizioni attuative della norma.
  • La norma dettata per adeguare l’ordinamento nazionale alla recente sentenza della Corte di giustizia Ue in tema di esenzione Iva per le prestazioni educative è stata modificata in modo da escludere in maniera esplicita dal novero delle prestazioni non soggette all’imposta esclusivamente l’insegnamento della guida automobilistica per conseguire le patenti B e C1.
  • In linea con un’altra pronuncia della Corte Ue, viene disposto che le cessioni di piattaforme petrolifere destinate alla coltivazione di idrocarburi o di ausilio all’esplorazione, alla ricerca, alla coltivazione e allo sfruttamento di giacimenti in mare non si considerano più operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, perdendo la non concorrenza alla base imponibile Iva.
  • Disposta l’irrilevanza ai fini Iva dei contributi a fondo perduto erogati dalla provincia di Bolzano per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e di allacciamento da parte degli assegnatari di aree destinate all’edilizia abitativa agevolata.

Compensazione debiti tributari con crediti verso la Pubblica amministrazione
Viene riproposta ancora una volta la possibilità di compensare i debiti tributari (in questa circostanza, relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 ottobre 2019) con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica amministrazione e certificati attraverso l’apposita piattaforma elettronica predisposta dal Mef. La compensazione può aver luogo se la somma iscritta a ruolo è inferiore o pari al credito vantato. L’opportunità, originariamente disposta per il solo 2014 e successivamente prorogata di anno in anno, è ora sfruttabile anche negli anni 2019 e 2020.

Interessi su versamenti, riscossione e rimborsi: fissata una forbice di oscillazione
Il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo deve essere determinato in misura compresa tra lo 0,1 e il 3 per cento. È affidata a un decreto ministeriale la fissazione di misure differenziate in relazione agli interessi: per i pagamenti rateali dei tributi; per ritardata iscrizione a ruolo; per rateizzazione del pagamento delle cartelle esattoriali; di mora; per sospensione amministrativa della riscossione; per ritardato rimborso di imposte pagate; per rateazione delle somme da pagare a seguito di accertamento con adesione e in caso di acquiescenza. Modifiche al regime fiscale degli utili distribuiti a società semplici Cambia il trattamento impositivo dei dividendi corrisposti a società semplici: è stato introdotto il principio di tassazione per trasparenza in capo ai soci, con la conseguenza che diventa rilevante la natura giuridica degli stessi. Pertanto, se si tratta:

  • di soggetti Ires, i dividendi non concorrono al reddito complessivo per il 95% del loro importo
  • di persone fisiche titolari di reddito d’impresa, i dividendi sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo nella misura del 41,86%, nell’esercizio in cui sono percepiti
  • di persone fisiche non titolari di reddito d’impresa, la società o ente emittente deve operare una ritenuta d’imposta del 26% e il reddito non va indicato in dichiarazione.

Bollo auto solo tramite pagoPA
Dal 1° gennaio 2020, la tassa automobilistica andrà pagata esclusivamente con le modalità previste dall’articolo 5, comma 2, Dlgs 82/2005 (“Codice dell’amministrazione digitale”), cioè attraverso la piattaforma “pagoPA”, che consente a privati e aziende di effettuare pagamenti elettronici alla Pubblica amministrazione.
Inoltre, per migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, eliminare duplicazioni, conseguire risparmi di spesa e contrastare l’evasione del bollo auto, i dati delle tasse automobilistiche, in possesso di Regioni, Province autonome e Agenzia delle entrate, dovranno confluire nel Sistema informativo del Pubblico registro automobilistico, gestito dall’Aci; questi enti, a loro volta, avranno accesso ai dati confluiti nell’archivio integrato.

Più turisti, più servizi, più imposta di soggiorno
I comuni capoluogo di provincia che, sulla base dell’ultima rilevazione statistica ufficiale, hanno avuto un alto numero di presenze turistiche (venti volte superiore a quello dei residenti), potranno innalzare l’imposta di soggiorno fino a 10 euro a notte (il tetto attuale è 5 euro). Un successivo decreto interministeriale dovrà individuare gli enti locali autorizzati ad adottare tale misura.

Tassa sui rifiuti e bonus sociali per luce, gas e acqua
Ancora un rinvio per la modalità di misurazione della Tari sulla base dell’effettiva quantità di rifiuti prodotti; per il momento, si prosegue con il criterio medio-ordinario.
I comuni dovranno deliberare le tariffe per l’anno 2020 entro il termine del 30 aprile.
Andranno previste condizioni tariffarie agevolate per gli utenti domestici in condizioni economico-sociali disagiate.
Cambiano i coefficienti utilizzati per la determinazione della Tari a carico degli studi professionali, che vengono spostati dalla categoria con uffici e agenzie a quella con banche e istituti di credito. Poiché i coefficienti massimi della nuova categoria sono sempre inferiori a quelli minimi previsti dalla precedente categoria, il passaggio dovrebbe comportare una tassazione inferiore per gli studi professionali.
Il bonus sociale idrico, comprensivo della fornitura dei servizi di fognatura e depurazione, viene esteso ai beneficiari del reddito di cittadinanza, in aggiunta ai già previsti bonus elettrico e gas.
Dal 1° gennaio 2021, le persone con Isee ricompreso entro i limiti fissati dalla legislazione vigente dovranno accedere in modo automatico al bonus sociale per le forniture di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico integrato.

Indebite compensazioni: mitigata la sanzione in caso di F24 scartato
Meno aggressiva, rispetto a quanto stabilito originariamente, la sanzione applicabile, in riferimento alle deleghe di pagamento presentate a partire da marzo 2020, nei casi in cui venga accertato l’indebito utilizzo di crediti in compensazione. Per ogni F24 scartato, era stata prevista una sanzione di 1.000 euro (vedi “Collegato fiscale – 1: contrasto all’indebito utilizzo di crediti”), ora ridimensionata al 5%, se l’importo non supera i 5.000 euro, ovvero a 250 euro, se l’importo è maggiore.

Appalti e subappalti: riscritte le norme di contrasto all’omesso versamento delle ritenute
Rispetto alla procedura prevista nella versione originaria del decreto (vedi “Collegato fiscale – 2: responsabilità divise tra committente e appaltatore”), viene ora disposto l’obbligo, per chi affida il compimento di un’opera o un servizio di importo annuo superiore a 200.000 euro (sempre che sia sostituto d’imposta in Italia), di richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, che sono obbligate a rilasciarla, copia degli attestati di versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni corrisposte al personale impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati. In caso di mancata risposta oppure se risultano omessi o insufficienti versamenti, il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa. Il committente è sanzionabile se non chiede all’impresa copia degli F24 utilizzati per versare le ritenute oppure se, non avendo ricevuto le deleghe e le informazioni necessarie per verificare il versamento delle ritenute, non sospende il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa per un importo pari al 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio o, se inferiore, dell’importo relativo alle ritenute non versate.

Pagamenti elettronici: più crediti per chi li accetta, niente sanzioni per chi li rifiuta
Il credito d’imposta istituito a favore degli esercenti attività d’impresa, arti o professioni per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi, rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020 e saldate mediante carte di credito, di debito o prepagate, è esteso anche alle transazioni avvenute con altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.
Cancellata la norma che, sempre dal prossimo 1° luglio, introduceva un regime sanzionatorio nei confronti di esercenti e professionisti, per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di credito o di debito. Era prevista una quota fissa di 30 euro, maggiorata di un importo pari al 4% del valore dell’operazione per la quale non era stato accettato il pagamento elettronico.

Reati tributari: aggravio pene mitigato se non c’è fraudolenza, estesa la responsabilità degli enti
Rispetto al testo di partenza” (vedi “Collegato fiscale – 3: pene inasprite per chi è colpevole di reati tributari”):

  • è stato attenuato l’inasprimento delle pene per i delitti non caratterizzati da condotte fraudolenti, relativamente ai quali scompare anche la “confisca allargata”. Tale istituto, che consente di aggredire l’intera ricchezza (denaro, beni o altre utilità) di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, è ora applicabile solo in caso di condanna (o patteggiamento di pena) per: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, quando l’ammontare degli elementi passivi fittizi è superiore a 200mila euro; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, quando l’imposta evasa è superiore a 100mila euro; emissione di fatture per operazioni inesistenti, quando l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture è superiore a 200mila euro; sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, quando l’ammontare delle imposte, delle sanzioni e interessi è superiore a 100mila euro ovvero quando l’ammontare degli elementi attivi inferiori o degli elementi passivi fittizi è superiore a 200mila euro
  • è stata estesa anche ai reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici la causa di non punibilità, in caso di integrale pagamento del debito tributario (maggiorato delle sanzioni amministrative e degli interessi) antecedente a qualsiasi attività di accertamento. In pratica, i reati si estinguono e non c’è alcuna conseguenza penale se il debito è pagato, tramite ravvedimento, prima che l’interessato abbia notizia dell’apertura del procedimento a suo carico
  • è stata ampliata la lista dei reati tributari che danno luogo a responsabilità amministrativa dell’ente. Originariamente prevista solo in caso di uso di fatture false, ora interessa anche chi: si avvale in dichiarazione di altri mezzi fraudolenti; emette fatture per operazioni inesistenti; occulta o distrugge le scritture contabili per evadere le imposte; aliena in maniera simulata o compie altri atti fraudolenti per rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’erario. Se l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, le sanzioni pecuniarie sono aumentate di un terzo. Inoltre, è stata prevista anche l’applicazione di sanzioni interdittive: il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Collegato fiscale: inizia l’esame al Senato

Collegato fiscale: inizia l’esame al Senato

Fisco Oggi

Fisco Oggi

Molti i documenti da discutere in Assemblea a Montecitorio, dopo le giornate dedicate alla conversione del collegato fiscale alla legge di bilancio approvato giovedì e passato ora all’esame del Senato.
In settimana in Aula saranno discusse , tra l’altro, una serie di mozioni tra cui le nn. 1-1811-2981-299 e 1-300 abbinate, che presentano come argomento comune gli eventi climatici estremi. La prima chiede l’attuazione di un fisco green che realizzi occupazione giovanile con incentivi e agevolazioni fiscali per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani per svolgere attività finalizzate alla salvaguardia delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione del territorio e alla gestione delle emergenze; l’ultima, invece, propone un piano per la mobilità urbana ecosostenibile, attraverso l’introduzione di incentivi fiscali per cittadini e imprese, misure di semplificazione, nonché una capillare diffusione delle infrastrutture necessarie per la mobilità elettrica
Mercoledì mattina in Aula interverrà il presidente del Consiglio dei ministri che rilascerà le Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre. 
Per gli appuntamenti ricorrenti segnaliamo lo svolgimento di:
• interrogazioni a risposta immediata, il question time con diretta tv sulle reti della Rai, mercoledì alle 15
• interpellanze urgenti, venerdì alle 9,30.
 
Per quanto riguarda il fisco la V Bilancio avvierà, nel corso della settimana, l’esame congiunto degli Schemi di decreto del presidente del Consiglio dei ministri per la ripartizione della quota dell’otto per mille dell’Irpef devoluta alla diretta gestione statale per il 2018, per gli interventi relativi a: fame nel mondo (Atto n. 133), calamità naturali (Atto n. 134), assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati (Atto n. 135) e conservazione dei beni culturali (Atto n. 136).
 
Audizioni in ambito federalismo fiscale, invece, per la VI Finanze. La Commissione svolgerà in settimana le audizioni di rappresentanti di Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) e di rappresentanti della Corte dei conti nel contesto dell’indagine conoscitiva sui sistemi tributaridelle Regioni e degli Enti territoriali nella prospettiva dell’attuazione del federalismo fiscale.
La VI svolgerà mercoledì alle 14,15 le interrogazioni a risposta immediata su questione di competenza della Commissione. Al termine, inoltre, discuterà alcune interrogazioni ordinarie in Commissione, tra cui la n. 5-03104 che chiede delucidazioni sulla destinazioni delle maggiori entrate derivanti dall’obbligo di fatturazione elettronica per il tax free shopping (articolo 4-bis del dl n. 193/2016, con decorrenza 1° gennaio 2018).
 
Anche a palazzo San Macuto, sede degli Organismi bicamerali, si discute di federalismo fiscale. La Commissione per l’attuazione del federalismo svolgerà mercoledì mattina l’audizione del ministro per la Coesione territoriale, Giuseppe Luciano Calogero Provenzano, sull’attuazione e le prospettive del federalismo fiscale e sulle procedure in atto per la definizione delle intese ai sensi dell’ articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
In Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, sempre mercoledì mattina, sarà invece ascoltato l’amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi, sullo stato del Sistema informativo della fiscalità. Sogei, ricordiamo, è la società di information technology di proprietà del Mef e partner tecnologico unico dell’amministrazione economico-finanziaria.

Senato
In attesa dell’arrivo in Assemblea del disegno di legge per la conversione del dl n. 124/2019, il collegato fiscale alla legge di bilancio approvato la scorsa settimana dalla Camera e assegnato alla 6° Commissione Finanze in sede referente, l’Aula di palazzo Madama nel corso della settimana discuterà:
• il ddl n. 1586 , Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (voto finale entro la settimana)
• il ddl n. 1631, di conversione di conversione del decreto legge n. 123; il provvedimento -che scade il 23 dicembre- riporta le disposizioni per la ricostruzione nei territori colpiti da eventi sismici. In tema di scadenze, al comma 2 dell’articolo 8, il decreto specifica che il pagamento delle somme relative alle ritenute fiscali, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospeso da agosto 2016 a dicembre 2017, va effettuato entro il prossimo 15 gennaio, nella misura del 40% dell’importo dovuto.
Mercoledì pomeriggio il presidente del Consiglio rilascerà, come per l’altro ramo del Parlamento, le Comunicazioni in vista del consiglio europeo del 12 e 13 dicembre anche all’Assemblea del Senato.
 
Prosegue intanto in 5ª Bilancio l’esame in sede referente della legge di bilancio 2020. Il provvedimento è atteso giovedì per il voto in Aula. 
Esame in sede consultiva -per il parere alla 13ª Territorio, ambiente, beni ambientali- di testo ed emendamenti al disegno di legge per la conversione del dl n. 123/2019 sulla ricostruzione dopo gli eventi sismici. 
 
Settimana impegnata con l’esame della conversione del collegato fiscale alla legge di bilancio (A.S. n. 1638), per la 6 ª Finanze. Da martedì la Commissione inizierà l’esame in sede referente sul testo approvato dalla Camera. L’esame dovrebbe terminare questa settimana per permettere la discussione in Aula a partire da lunedì della prossima settimana.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Pace fiscale: rata entro 9 dicembre Chi non paga perde i benefici

Pace fiscale: rata entro 9 dicembre
Chi non paga perde i benefici

Slitta la scadenza: i contribuenti che nei mesi scorsi hanno aderito alla definizione agevolata possono avvalersi della tolleranza di 5 giorni per i versamenti effettuati in ritardo

Rosalba Totaro – Fisco Oggi

Fisco Oggi

C’è ancora tempo fino a lunedì 9 dicembre per pagare la rata della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” delle cartelle. I contribuenti che nei mesi scorsi hanno aderito ai due provvedimenti di definizione agevolata possono infatti avvalersi della cosiddetta tolleranza per i versamenti effettuati in ritardo. La tolleranza di 5 giorni, prevista dalla legge n. 136/2018, ha di fatto spostato il termine del 2 dicembre per i pagamenti (vedi articolo “Pace fiscale, fino al 2 dicembre per 1,8 milioni di contribuenti”) al 7 dicembre che, coincidendo nuovamente con il sabato, fa slittare la scadenza a lunedì prossimo.
Appuntamento importante: il mancato, insufficiente o tardivo pagamento della rata determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero.

La scadenza del 9 dicembre riguarda il pagamento della prima o unica rata di coloro che hanno aderito al “saldo e stralcio” e dei “ritardatari” della “rottamazione-ter” (cioè chi ha usufruito della riapertura dei termini presentando la domanda entro il 31 luglio 2019), mentre versano la seconda rata i contribuenti che hanno aderito alla “rottamazione-ter” ad aprile. Ultima chance anche per coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata della “rottamazione” fissato allo scorso 31 luglio e che possono rientrare nei benefici saldando prima e seconda rata entro il 9 dicembre.
Rientrano nel “saldo e stralcio” (legge n. 145/2018) i contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (Isee del nucleo familiare inferiore a 20mila euro). Per questa tipologia di agevolazione è previsto il pagamento nella misura che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto, già scontato di sanzioni e interessi. La “rottamazione-ter” (Dl n. 119/2018) prevede invece l’annullamento esclusivamente delle sanzioni e degli interessi di mora.

Come e dove pagare
Non è necessario andare agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione. I contribuenti hanno a disposizione molteplici canali, inclusi quelli telematici che consentono di procedere al versamento a qualsiasi ora del giorno, anche di sabato e domenica quando i tradizionali uffici sono chiusi. In particolare, si può pagare in banca, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e con l’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa. Infine, è possibile pagare mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della pubblica amministrazione. Si devono utilizzare i bollettini Rav contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute” inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione insieme al piano complessivo dei pagamenti. Sul portale agenziaentrateriscossione.gov.it sono attivi i servizi online per richiedere la copia della “Comunicazione delle somme dovute” e per scegliere le cartelle/avvisi che si intendono effettivamente pagare in via agevolata.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Immobiliare, calo dei prezzi in vista. Cosa dice il sondaggio delle agenzie

Immobiliare, calo dei prezzi in vista. Cosa dice il sondaggio delle agenzie

Disponibile la rilevazione sull’andamento del mercato delle abitazioni di Bankitalia, realizzata in collaborazione con Tecnoborsa e Agenzia. Ecco cosa affermano gli operatori

Fabio Brocceri – Fisco Oggi

Fisco Oggi

Sumentano le agenzie immobiliari che segnalano un calo dei prezzi nel trimestre luglio-settembre 2019 e che prevedono la prosecuzione del trend nei prossimi mesi. Cresce anche la percentuale di sconto applicata rispetto alle richieste iniziali dei venditori e dei locatori e si allungano i tempi di vendita, soprattutto nelle aree non urbane.
È questo lo scenario del mercato immobiliare secondo gli operatori, rilevato all’interno del sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni, l’indagine curata da Bankitalia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate.
La rilevazione, condotta dal 14 ottobre al 18 novembre 2019, ha interessato un campione di 1.117 agenzie immobiliari. Il periodo di osservazione è il terzo trimestre dell’anno e le informazioni raccolte ed elaborate in forma aggregata, riguardano le vendite delle abitazioni, i prezzi medi delle case, il mercato degli affitti e la struttura del mercato in cui opera l’agenzia.

Come sono andate le vendite…
Otto agenti su dieci hanno dichiarato di aver venduto almeno un immobile nel trimestre in esame, ma sono aumentate le giacenze di abitazioni invendute nelle aree non urbane. Gli operatori indicano però una riduzione del numero di potenziali acquirenti, più marcato nelle aree non urbane.
La maggioranza degli agenti continua a segnalare una certa stabilità dei prezzi (56%) ma aumenta, rispetto alle rilevazioni precedenti, la quota di chi segnala una tendenza al ribasso (34%).
Rispetto all’ultima rilevazione, lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore aumenta. Si è passati, infatti, dal 9,8% al 12,6%, più o meno sui valori di due anni fa.
Anche i tempi medi di vendita sono aumentati, da 6,3 a 7,5 mesi, con una crescita più marcata nelle aree non urbane.
Sul fronte mutui, scende la quota di acquisti finanziati dal mutuo ipotecario, attestandosi su valori simili a quelli registrati all’inizio del 2016: si passa, infatti, dal 79,6% al 73,6%. Aumenta, invece di due punti percentuali il rapporto fra il prestito e il valore dell’immobile (76,2%).

…e le locazioni
Per quanto riguarda le locazioni, sale al 36,7% la quota di agenzie che segnalano una riduzione nel numero di nuovi incarichi a locare. Aumenta, però, anche per gli affitti il margine medio di sconto applicato rispetto alle richieste iniziali del locatore, che passa dal 2,3% al 3,8 per cento.

Perché cessano gli incarichi a vendere?
Il mandato, nella maggior parte dei casi, decade a causa dei prezzi ritenuti troppo alti dagli acquirenti e troppo bassi dai venditori. A volte, invece, la decadenza del mandato è dovuta alle difficoltà di accesso al mutuo da parte degli acquirenti oppure al fatto che i venditori decidono di posticipare la vendita in attesa di prezzi più favorevoli.

Le previsioni degli agenti
Intervistando gli operatori in merito alle prospettive a medio termine del proprio mercato di riferimento, emerge che il 63,6% si aspetta una certa stabilità, il 21,4% mostra un giudizio negativo mentre il 14,9% è ottimista. Il livello atteso dei prezzi resta stabile per la maggioranza degli intervistati (62,7%), ma aumenta fino a raggiugere il 31,4% la quota di chi si attende un calo generalizzato.
In riferimento al mercato italiano più in generale, la quota di agenzie che si attendono una situazione invariata del mercato rimane largamente maggioritaria (superiore al 70%), ma il saldo fra aspettative di miglioramento e peggioramento è tornato negativo in tutte le aree geografiche.

Domani i dati Omi definitivi
Arrivano domani i dati definitivi dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate per il periodo luglio-settembre 2019. Si tratta dei dati ufficiali desunti dalle note di trascrizione degli atti di compravendita, incrociati con i dati del catasto edilizio urbano. Grafici e tabelle di dettaglio, con focus sulle principali città italiane, saranno disponibili in due pubblicazioni: una per il settore residenziale e una per quello non residenziale.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Versamento acconti d’imposta 2019: la partita si chiude il 2 dicembre

Versamento acconti d’imposta 2019:
la partita si chiude il 2 dicembre

Appuntamento imminente con il secondo anticipo dell’anno che, a differenza del primo, dovrà essere versato per intero, senza la possibilità di suddividere il dovuto in rate

Paola Pullella Lucano – Fisco Oggi

 

Fisco Oggi

Con il prossimo 2 dicembre (la scadenza naturale del 30 novembre cade di sabato) si conclude la fase più calda degli adempimenti fiscali. Scade, infatti, il termine per il pagamento della seconda o unica rata degli acconti Irpef, Ires, Irap e di diverse altre imposte.
Sono chiamate all’adempimento tutte le categorie di contribuenti (persone fisiche, società di persone ed equiparate e soggetti Ires) anche se con alcune differenze relative sia alla misura dell’acconto sia alle modalità di versamento. In merito a queste ultime, tenuto conto del “denominatore” comune, costituito dall’utilizzo dell’F24, l’unica diversità riguarda le procedure di presentazione del modello, obbligatoriamente telematiche solo per i titolari di partita Iva, e l’utilizzo di diversi codici tributo.

Più articolato è, invece, il calcolo dell’importo da pagare, che dipende sia dalla tipologia d’imposta sia da quella del contribuente. Ad esempio, per quest’anno, i soggetti che esercitano attività per le quali sono stati approvati i relativi Isa e hanno fruito della proroga al 30 settembre per il versamento della prima rata d’acconto, godono di uno sconto del 10 per cento. Il collegato fiscale (articolo 58, Dl n. 124/2019), infatti, per tali contribuenti ha rimodulato i versamenti in acconto, prevedendo, in relazione al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, per Irpef, Ires e Irap due rate al 50%, fatta salva l’eventuale prima tranche nella misura del 40%, o l’unica soluzione al 90 per cento. la novità si applica anche ai contribuenti che:

  • applicano il regime forfettario agevolato o determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità
  • ricadono nelle altre cause di esclusione dagli Isa.

Infine, la rimodulazione del versamento degli acconti è applicabile anche alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero – Ivie – o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero – Ivafe (risoluzione n. 93/2019 – vedi articolo “Rimodulazione versamenti in acconto: per Irpef, Ires e Irap due rate al 50%”).

In generale, dunque, i versamenti delle imposte sui redditi (Irpef o Ires) avvengono in due fasi: il saldo relativo all’anno oggetto della dichiarazione e l’acconto per l’anno successivo, che va pagato in una o in due rate, a seconda dell’importo.

Metodi di calcolo
In linea generale, sono due i criteri attraverso i quali procedere al calcolo dell’acconto:

  • metodo storico – il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente (2018), al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi
  • metodo previsionale – il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso (2019), considerando, quindi, i redditi che il contribuente ipotizza di realizzare nonché gli oneri deducibili/detraibili che dovrebbero essere sostenuti e i crediti d’imposta spettanti.

La prima procedura, a occhio, si addice ai contribuenti che hanno una situazione reddituale “stabile”. Al contrario, coloro che, per l’anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore possono ricorrere al metodo previsionale. Questa scelta può essere vantaggiosa, ma sicuramente più incerta e rischiosa. Infatti, da un lato, comporta la riduzione (o il non pagamento dell’acconto), dall’altro espone al rischio di errore, con il conseguente versamento di un acconto in misura inferiore rispetto a quanto realmente dovuto e l’eventuale successiva applicazione di sanzioni e interessi sulla differenza non versata. Ma veniamo al dunque.

L’acconto Irpef

Il saldo che risulta dal modello Redditi Pf 2019 e l’eventuale prima rata di acconto sono stati  versati entro lo scorso 30 giugno, oppure nei successivi 30 giorni pagando una maggiorazione dello 0,40 per cento. La scadenza per la seconda o unica rata di acconto è, quest’anno, il 2 dicembre (anziché il 30 novembre).
In particolare, l’acconto Irpef  è pari al 100% dell’imposta dichiarata nel 2019 (riferita al 2018) ed è dovuto solo se questa, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, evidenziata al rigo RN34 del modello Redditi Pf, supera i 51,65 euro. In tal caso, l’anticipo va versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • unico versamento, entro il 2 dicembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro; la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo), la seconda – il restante 60% – entro il 2 dicembre.

Al di là del metodo scelto per la sua determinazione, per pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef 2019 deve essere utilizzato il modello di pagamento F24, nel quale va indicato il codice tributo 4034 (Irpef – acconto seconda rata o acconto in unica soluzione).

L’acconto Ires
Anche questo anticipo è fissato nella misura del 100% e va pagato in due rate, salvo che il versamento da eseguire alla scadenza della prima non superi i 103 euro. All’appello di lunedì 2 dicembre sono chiamati, quindi, pure i soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Il 40% dell’acconto dovuto è stato versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo (60%) alla scadenza della seconda, cioè entro il prossimo 2 dicembre.
Se utilizzano il metodo storico, per il calcolo dell’acconto dovuto devono fare riferimento al rigo RN17 del modello Redditi Sc 2019 o al rigo RN28 del modello Redditi Enc 2019 (“Ires dovuta o differenza a favore del contribuente”). L’acconto non è dovuto se gli importi indicati in tali righi non supera i 20,66 euro.

In alternativa al metodo storico, è possibile ricorrere al metodo previsionale: in tal caso, il soggetto Ires, che ritiene di realizzare un minor reddito nel 2019 può parametrare l’acconto all’imposta che presume di dover versare per l’anno successivo. Anche in questo caso il contribuente si espone al rischio di errore con la possibilità di dover successivamente pagare sanzioni e interessi sull’importo non versato.

I soggetti Ires, in sede di compilazione del modello F24, devono indicare il codice tributo 2002 (Ires acconto – seconda rata o acconto in unica soluzione).

L’acconto Irap
Il versamento in acconto dell’Irap deve essere effettuato secondo le stesse regole stabilite per le imposte sui redditi.
Il codice tributo da utilizzare per il pagamento, entro il prossimo 2 dicembre, della seconda rata (o, nei casi previsti, dell’acconto in unica soluzione) e da indicare sul modello F24 è il 3813.

Acconto cedolare secca
Per stabilire se è dovuto o meno l’anticipo relativo alla cedolare secca per l’anno 2019 è necessario controllare l’importo indicato nel rigo LC1 del modello Redditi Pf 2019, colonna 5, “Differenza”.
Se questo importo non supera i 51,65 euro l’acconto non è dovuto, se va oltre tale cifra l’anticipo è dovuto nella misura del 95% del suo ammontare.
Per quanto riguarda modalità e termini di versamento si applicano le regole previste per l’Irpef.
Per il pagamento con F24 della seconda rata si utilizza il codice tributo 1841.

Casi di acconti ricalcolati
In tema di calcolo, c’è poi da prendere in considerazione  l’ipotesi in cui il contribuente presenti una dichiarazione integrativa da cui emerge una maggiore imposta, con conseguente nuova determinazione degli acconti dovuti in misura superiore. Ebbene – dice la circolare n. 42/2016 – se l’integrativa viene presentata dopo il termine di pagamento del secondo acconto (quello in argomento) non potrà essere irrogata la sanzione per carente versamento, pari al 30% di ogni importo non versato (articolo 13, Dlgs n. 471/1997).
In ogni caso – prosegue la richiamata circolare – anche quando l’integrazione avvenga prima dell’adempimento in esame, il primo acconto non sarà sanzionabile se con il secondo il contribuente versa la differenza dovuta calcolata con riferimento alla dichiarazione integrata. “Come chiarito con circolare n. 23 del 9 giugno 2015, infatti, la fattispecie dell’insufficiente o omesso versamento dell’acconto si perfeziona solo con l’inutile decorso del termine di scadenza del versamento stesso ed è autonoma rispetto alla dichiarazione che semplicemente ne determina l’ammontare. Pertanto, se l’importo versato per gli acconti è commisurato a quello determinato nella dichiarazione vigente al momento del versamento, il contribuente non potrà essere assoggettato a sanzione per carente versamento”.

Gli altri contribuenti e tributi interessati
I termini per versare l’acconto scadono il 2 dicembre anche per coloro che si avvalgono del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, comma 1, Dl 98/2011) e i contribuenti “di piccole dimensioni” che aderiscono al regime forfetario agevolato (articolo 1, commi 54-89, legge 190/2014).
Tali contribuenti, nell’F24 indicano i seguenti codici tributo:

  • 1794 – imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – acconto seconda rata o in unica soluzione
  • 1791 – imposta sostitutiva sul regime forfetario – acconto seconda rata o in unica soluzione.

La vicina scadenza inoltre interessa anche altri tributi, come l’Ivie e l’Ivafe, rispettivamente “imposta sul valore degli immobili situati all’estero” e “imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero”. E, poi, naturalmente, le addizionali e le maggiorazioni all’Irpef e/o all’Ires.

Questi i codici tributo per il pagamento della seconda rata o dell’acconto in unica soluzione:

  • 4045 – imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinato dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato
  • 4048 – imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato
  • 4004 – addizionale Irpef
  • 2005 – addizionale Ires
  • 2014 – addizionale Ires 4% settore petrolifero e gas
  • 2019 – maggiorazione Ires (per le società di comodo).

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui

commercialisti bologna

Pace fiscale, rata entro 2 dicembre Nuova chance per i contribuenti

Pace fiscale, rata entro 2 dicembre
Nuova chance per i contribuenti

Al via i servizi online: disponibile, tra gli altri, anche la funzionalità web “ContiTu”, che consente di scegliere, in pochi passaggi e in autonomia, quali avvisi o cartelle si vogliono pagare

Patrizia Ballicu – Fisco Oggi

 

Fisco Oggi

Partono i servizi telematici per coloro che hanno aderito ai due provvedimenti della pace fiscale, la “rottamazione-ter” e il “saldo e stralcio” delle cartelle, e che entro la scadenza del 2 dicembre dovranno versare la rata prevista nel piano dei pagamenti.  

Disponibili i servizi online dedicati
Sul sito internet di Agenzia delle entrate-Riscossione si può richiedere la copia della “Comunicazione delle somme dovute”, la lettera già inviata ai contribuenti con il conto degli importi da pagare e i relativi bollettini, seguendo le indicazioni presenti nelle schermate della pagina web dedicata. Un servizio utile particolarmente utile per coloro che, per motivi diversi, non sono entrati in possesso della comunicazione originaria.
Al via anche “ContiTu”, il servizio web che consente di scegliere, in pochi passaggi e in autonomia, quali tra avvisi o cartelle contenuti nella “Comunicazione” si vogliono effettivamente pagare.

Si ricorda che la possibilità di aderire al “saldo e stralcio”, provvedimento previsto dalla legge n. 145/2018, è stata riservata ai contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (Isee del nucleo familiare inferiore a 20mila euro). Per questa tipologia di agevolazione è previsto il pagamento nella misura che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto, già scontato di sanzioni e interessi.
Mentre per chi ha aderito alla “rottamazione-ter”, il decreto legge n. 119/2018 ha determinato, l’annullamento esclusivamente delle sanzioni e degli interessi di mora.

Nel dettaglio alla scadenza del 2 dicembre (la scadenza del 30 novembre, coincidente con la giornata del sabato, slitta al lunedì successivo) sono interessati al pagamento per la prima rata i contribuenti del “saldo e stralcio”, i “ritardatari” della “rottamazione-ter”, cioè coloro che hanno usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 per presentare la domanda (la scadenza iniziale era fissata al 30 aprile 2019), e i contribuenti che hanno aderito alla “rottamazione-ter” entro il 30 aprile, compresi coloro che hanno mancato l’appuntamento della prima rata fissato allo scorso 31 luglio. Per questi ultimi, infatti, il recente Dl n. 124/2019 in fase di conversione in Parlamento prevede la possibilità di rientrare nei benefici previsti dalla rottamazione saldando prima e seconda rata entro il 2 dicembre. Alla stessa data è fissato anche il termine per il pagamento della seconda rata della rottamazione-ter per i contribuenti che hanno versato la prima entro lo scorso 31 luglio.
Si ricorda che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agenzia della riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni coattive di recupero.

Bollettini e importi via web
Per tutti i contribuenti che hanno aderito al “saldo e stralcio” e alla “rottamazione-ter” è previsto che possano richiedere copia della propria Comunicazione. Dal sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it nell’area riservata del portale, accessibile con le credenziali personali (pin e password), avviando il download dedicato e in area pubblica per coloro che non dispongono delle credenziali, possono richiedere copia della lettera, compilando il form specifico presente nelle sezioni dedicate ai due provvedimenti e allegando copia del proprio documento di identità.

La “Comunicazione delle somme dovute” è stata già inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione ai contribuenti interessati, via Pec o tramite posta raccomandata, in base alla modalità scelta in fase di adesione. La “Comunicazione delle somme dovute” ovvero la lettera con cui si informa sull’accoglimento o l’eventuale rigetto della adesione alla definizione agevolata, così come su possibili debiti che non possono rientrare nella definizione agevolata, sugli importi da pagare e sulle scadenze entro cui effettuare il pagamento.

Servizio ContiTu
Sul portale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione prende il via anche “ContiTu”, il servizio web che consente di scegliere in pochi passaggi e in autonomia quali degli avvisi o cartelle contenuti nella “Comunicazione” e ammessi al pagamento agevolato si vogliono effettivamente pagare e ricalcolare l’importo dovuto. Ad esempio, chi ha chiesto la “rottamazione” per 7 cartelle, ma si rende conto che potrà riuscire a pagarne soltanto 4, può scegliere i debiti che intende definire e “ContiTu” fornirà un nuovo totale e i relativi bollettini indispensabili per poter saldare i debiti prescelti. Per i restanti debiti riportati nella “Comunicazione” che non saranno oggetto di versamento, la definizione agevolata non produrrà effetti e l’Agente della riscossione dovrà riprendere – come prevede la legge – le azioni di recupero.
Le cartelle e gli avvisi contenuti nella domanda presentata e per i quali il contribuente sceglie di non aderire alla definizione agevolata, non potranno essere rateizzati. La scelta delle cartelle e il ricalcolo delle somme dovute si possono effettuare accedendo al servizio “ContiTu”, presente nella homepage del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. Sarà sufficiente compilare la scheda online e specificare le cartelle/avvisi che si intendono “rottamare”. Il servizio calcolerà il nuovo totale e l’importo di ciascuna rata. Dopo aver confermato la scelta, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà all’indirizzo email indicato dal contribuente i nuovi bollettini con cui sarà possibile effettuare i pagamenti entro le scadenze previste.

Articolo originale su Fisco Oggi clicca qui